Viene espulso, scappa dal tribunale e si ferisce

Tunisino va in questura per regolarizzarsi ma non ha i documenti a posto. Viene espulso e portato in tribunale. Fugge, viene inseguito e catturato

E’ scappato dopo l’espulsione, è stato inseguito per la strade dalla polizia e alla fine è stato preso sanguinante: durante la fuga si era tagliato il collo e le braccia. E’ successo questa mattina a Varese ed è stata probabilmente la disperazione a determinare un corto circuito nei pensieri di un tunisino di 40 anni. L’uomo, clandestino da cinque anni in Italia,  si è sposato da poco con una romena, e questa mattina era andato in questura per cercare di regolarizzarsi. Ma la legge non glielo consente: sul passaporto mancava il timbro che attesti l’entrata regolare in Italia. La questura non ha potuto far altro che espellerlo. Due agenti lo hanno portato dal giudice di pace per la convalida del provvedimento, mentre un aereo per riportarlo in patria già lo attendeva.

Facile intuire, che una volta avuto il verdetto del giudice di pace, gli sia cascato il mondo addosso. Appena uscito dalla porta principale del tribunale, in lacrime, ha consegnato una cartella con i documenti ai due parenti che erano con lui, e ha cominciato a correre a perdifiato. Non era stato arrestato, ma per la legge era sottoposto a un provvedimento coatto di accompagnamento alla frontiera. L’agente che gli era accanto ha urlato e si è messo sulle sue tracce: ha prima urtato un’auto, poi si è messo a correre in direzione di via Dandolo. La fuga è iniziata sotto gli occhi di alcuni avvocati e di un gruppo di giornalisti che hanno seguito tutta la scena praticamente in diretta. Il tunisino è entrato in via Speroni, poi si è introdotto, sulla destra, in un vialetto alberato di 30 metri che conduce a un cortile. Il poliziotto ha chiesto aiuto a una guarda giurata che passava in auto nella via. Quest’ultimo ha cercato di bloccare il tunisino: “’Ho inseguito l’uomo come mi ha chiesto il poliziotto – spiega Claudio Gaggini, 39 anni – mentre gli ero dietro, lui ha estratto un collo di bottiglia, che forse aveva raccolto in un bidone poco prima, e ha cominciato tagliarsi il braccio. Mi ha detto ‘è tutta colpa tua’ e poi è scappato nel cortile".
Sul terreno, ha lasciato una scia di sangue, poi è andato verso una rete verde che divide due proprietà, ha scavalcato saltando la recinzione e si è accasciato a terra. E’ stato subito soccorso dal poliziotto e da alcuni residenti spaventati. Poco dopo, sono arrivati diversi agenti della questura, qualcuno è andato a prendere una cesoia, la rete è stata tagliata, i poliziotti hanno fermato l’emorragia dal braccio, e dopo circa 15 minuti è arrivata l’ambulanza del 118. I sanitari lo hanno medicato, e portato in ospedale; le sue condizioni non sono gravi. E la sua espulsione è rimandata. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2008
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