Vimercati: «Ma i turbamenti del mercato non si possono evitare»

L'ex presidente di Mediocredito ammonisce sui necessari effetti negativi sulla nostra economia, anche se potrebbero essere più blandi che nel resto del mondo

Il varesino Giuseppe Vimercati (nella foto) il mercato finanziario l’ha visto da vicino: consigliere Cariplo negli anni ’80, di cui è stato anche vicepresidente della fondazione collegata, nel triennio 1999 – 2001 è stato anche presidente di Mediocredito Lombardo, la banca per le imprese di Cariplo. A Margine dell’incontro in cui era relatore, l’abbiamo avvicinato per capire da lui qualcosa di più di questa tempesta finanziaria che sta colpendo il mondo economico, e quanto tocchi anche i nostri lidi

Cosa sta succedendo in questo periodo?
«Che la finanza ha un problema. E il fatto non è da poco: perchè è vero che la manifattura è quella che crea valore, si vede, si tocca Ma anche la finanza ha avuto e ha un ruolo importante nell’economia: anche perchè molti industriali manifatturieri, senza la finanza non sarebbero nemmeno imprenditori. Però oggettivamente la finanza ha un po’ esagerato: non solo con i subprime, ma anche e soprattutto con i derivati. Che poi alla fine sono delle scommesse, e creano facilmente mosse di finanza fantasiosa, e alla fine scoppiano, evidentemente».

Non è che la chiusura che il mondo finanziario italiano aveva fino a poco tempo fa ci preserverà dai maggiori danni?

«Beh, un po’ sì. Ma banche grandi come Intesa o Unicredit non possono essere esenti dagli effetti negativi di questa crisi. Magari sarà per centinaia di milioni e non miliardi, ma di fatto la globalizzazione della finanza è tale che non può lasciare fuori qualcuno. Perchè il titolo Unicredit martedì è sceso così tanto? Semplice, perchè hanno paura della Germania e degli effetti della crisi della Hypo: gli investitori hanno paura che chiedano soldi anche a Unicredit, per aiutarli. Unicredit, che è la banca più internazionale che abbiamo in Italia, è la più colpita: ma bene o male questo è un problema che tocca tutti. Perchè anche se la liquidità delle banche italiane è sicura, di fatto il credito alle imprese è diminuito e questo sull’economia reale ha delle incidenze reali».

Insomma, dalla crisi non scappiamo…
«No. Non si tratta, ovviamente, della crisi del 29: nel 29 era una crisi economica, aveva colpito le imprese. Qui la crisi è solo della finanza. Però i riflessi sull’economia ce li ha, e pesanti anche».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2008
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