A 13 anni lotta contro il male, il blog è la sua finestra sul mondo

La storia di Paolino, che si è ammalato di un tumore alle ossa e che si racconta su internet

Quella di Paolo Crespi era una storia come tante altre: tredici anni, terza media frequentata nella scuola di Venegono Inferiore, i primi sogni su un futuro da cuoco, adora il computer e la play, ama il basket e tifa Juve. Vive in un appartamento proprio sotto il campanile, con papà Piercarlo, mamma Rosanna e la sorella Alice. Si descrive come “un ragazzo semplice, allegro, solare e purtroppo un po’ sfortunato”. La sua storia, infatti, inizia a girare tutta da capo quest’estate, quando, di ritorno dal campeggio dell’oratorio, scopre di avere un tumore alla gamba. La vita cambia radicalmente: inizia il calvario, dentro e fuori dagli ospedali per controlli, esami e la diagnosi funesta: osteosarcoma. Una malattia rara, 100 casi all’anno in Italia, che colpisce ragazzi tra i dieci e i vent’anni. La situazione è gravissima e Paolo dovrà sottoporsi a diversi cicli di chemio e poi a un intervento chirurgico, nella speranza di salvargli la vita e la gamba. L’Istituto dei tumori di Milano e poi il Gaetano Pini diventano una seconda casa per lui e per i suoi genitori, che seguono da vicino il loro ragazzo, senza mai fargli mancare il sostegno e l’affetto.

La battaglia, che il papà, chiama simpaticamente “il gran premio della montagna”, è appena cominciata, ma è proprio Paolo a dare speranza a tutti. La sua voglia di guarire e ricominciare a pensare al futuro sembrano crescere proporzionalmente alle sofferenze della malattia e delle cure. Lo aiuta in questo anche la tecnologia: in ottobre Paolo ha aperto un blog (http://ilpaolino.blog.tiscali.it) e ogni giorno parla, parla, parla… con decine di persone, amici, conoscenti, gente incontrata in rete, ragazzi come lui e adulti: “Niente paura – dice a tutti quelli che si connettono – mi sto curando, guarirò presto grazie alla chemio e a tutto il buon lavoro svolto dall’équipe del reparto pediatrico dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano”. E’ incredibile quanto Paolo sia cambiato in tre mesi, raccontano i genitori, e quanto la malattia abbia segnato l’intera famiglia: “Ci sono momento in cui ci sembra di impazzire e allora ci aggrappiamo a tutto, agli amici, alla fede… In altri, torniamo a sperare e lottiamo con tenacia”.

Sul blog Paolo mette foto, con lui “prima” e “dopo” le cure; in sella alla sua “monovolume”, la carrozzina con cui è costretto a muoversi; con il gambone di gesso dopo l’operazione al Pini; descrive le giornate buie e noiose in corsia; spiega per filo e per segno come procedono le cure, la dinamica dell’intervento subìto giusto un mese fa, per “buttare fuori il tumore”. C’è persino uno scatto del ginocchio nuovo, “interamente in titanio”. D’ora in poi ha chiesto agli amici di chiamarlo “Titan Paul”, ovvero, il ragazzo con il ginocchio bionico. Paolo ci scherza su, pensando al baccano che farà “l’anno prossimo” quando farà il chek-in per andare all’estero in vacanza con i nonni! “Mi converrà – scrive – tenere sempre in tasca la lastra che mi hanno fatto!”

Niente più scuola quest’anno per lui: gli esami, poi la chemio, l’intervento alla gamba e ancora chemio, altri nove cicli, lo obbligano a passare i suoi giorni tra casa e ospedale. Ed ecco che la malattia di Paolo scatena una rete incredibile di solidarietà e di amicizie che, raccontano papà e mamma, sono tra le cose più preziose, che lo aiutano ad andare avanti e combattere contro il male. A scuola, compagni e insegnanti, con l’aiuto del comune e dell’associazione Itaca, hanno allestito una postazione internet e, grazie alla webcam, ogni giorno Paolo è “in classe” con loro: segue le lezioni dal letto di ospedale o dal divano di casa. “Per i compagni è un’esperienza importante – raccontano gli insegnanti – e a volte anche dolorosa. Spesso, la distrazione fa da padrona ed è più importante salutare l’amico che seguire la lezione”. Ma – è il parere di tutti – a guadagnarci è un’altra “lezione”, che ha a che fare con la vita, prima che con la scuola.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2008
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