Ex Sir, cronaca di un maxiprogetto in Valle Olona

Il PD di Solbiate ripercorre nel suo blog le tappe che hanno portato al contestato voto. Intanto le minoranze organizzano un incontro pubblico per il 12 febbraio

Ad ogni Comune il suo intervento urbanistico e la relativa polemica. Se a Busto tiene botta (ma non… Botta) l’area delle Nord con il maxiprogetto di Tecnocovering, a Solbiate è il destino dell’ex area Sir-Rovelli, oggetto a sua volta di un grosso progetto immobiliare e commerciale, a dividere le opinioni. Per chi volesse approfondire, un incontro è previsto giovedì 12 febbraio alle 21 presso il Centro Socio Culturale di via Patrioti: sarà presentato al pubblico il Piano integrato d’intervento (PII) per il recupero dell’area. Non dall’amministrazione comunale, bensì dalle minoranze di "Insieme" e "Uniti per Solbiate".

Ma il web gioca d’anticipo. Il Partito Democratico di Solbiate interviene nel dibattito con un lungo post sul suo blog, a cura di Stefano Catone, nel tentativo di dare una disamina spassionata del progetto – di cui vengono presentate varie immagini (in alto a sin. dal blog del Pd) – e del relativo PII votato in consiglio comunale. Un voto peraltro non indolore e costato ben due consiglieri dimissionari alla maggioranza del sindaco Giuseppe Bianchi. Quella di Catone giunge dunque come una cronistoria utile a ricostruire i passaggi di un evento rilevante per il centro della Valle Olona. Quasi un caso di scuola di cosa accade quanto progetti così rilevanti "piovono dall’alto" su piccole realtà locali inserite in contesti comunque interessanti dal punto di vista degli investitori.

La ex fonderia Sir-Rovelli chiude i battenti nel 1983, e l’area con i suoi 110.000 metri cubi di edifici si degrada. Nel 1997 viene votata una variante di PRG che rende possibile la costruzione di urbano residenziale per 30.000 mc di volume e commerciale per 5.000 mc, ma con superficie delle singole unità di non oltre 400 mq. Dietro il progetto attuale, presentato nel settembre 2007, scrive Catone, c’è l’immobiliare Delco, con sede a Bergamo. Guardacaso anche la Tecnocovering presto all’opera a Busto ha sede nella Bergamasca, terra di muratori e costruttori da tempi non sospetti: è il Nordest che avanza a colpi di mattone nell’Alto Milanese. La Delco è controllata dalla Cormano srl, del Gruppo Costruzioni Begnini, aggiunge il blogger, precisando che un’Immobiliare Delco con sede però a Busto Arsizio era già la società proprietaria dello stabile negli anni passati. Delco presenta dunque un piano di intervento che richiede alcune varianti rispetto al PRG; tra queste un aumento del 10% della cubatura per residenziale e commerciale e l’accorpamento di quest’ultimo in un’unica struttura. Nel gennaio 2008 si avvia l’iter che porterà un anno dopo ad approvare il piano in variante al PRG, "con esclusione"  precisa Catone "della valutazione ambientale strategica o VAS". Solbiate Olona è tra l’altro uno dei tantissimi Comuni lombardi che non hanno ancora adottato il Piano di Governo del Territorio (PGT), "successore" del PRG previsto nella legge regionale 12/2005.

Quanto al progetto approvato, Catone riferisce che la parte commerciale, da 6400 metri cubi (un aumento non del 10, ma del 28%), è stata suddivisa in due unità, 1.500 mq di vendita (galleria inclusa) e 500 mq di magazzino. La cubatura del residenziale è rimasta la stessa, con palazzine di altezza crescente fino a tre piani più sottotetto nelle adiacenze della struttura di vendita. Il viale alberato di via Rossini resta tale e quale; vi saranno parcheggi interni e aree verdi di uso pubblico. Il Comune incasserà 2,5 milioni di euro, cifra assai ingente per i suoi bilanci; inoltre il costruttore costruirà le fognature di via Mazzini, sistemerà una piccola area verde e l’incrocio via Patrioti-via Rossini. La popolazione di Solbiate, si prevede, dovrebbe crescere di circa 250/300 unità.

"Naturalmente è da salutare con piacere un progetto che riqualifica una zona in disuso e abbandonata da più di venti anni (ove tra l’altro è presente dell’amianto)" scrive ancora Catone, elencando però i dubbi sulle scelte della variante di PRG. Nel valutare la richiesta, si era detto che a Solbiate mancano negozi di vicinato: poco lontano vi è però Iper, che qui è stata considerata "solo" nella sua capacità attrattiva sovracomunale e dunque… hors catégorie, per usare un termine da Tour de France. Oltretutto, rileva il blogger solbiatese, ci si scorda dei negozi ospitati all’interno di Iper. Conclusione: "è indubbia la necessità di un intervento sulla zona in questione, in primo luogo per i problemi ambientali e di salute che potrebbe causare, ed in secondo luogo per rivalutare un paesaggio di degrado. La critica finale è che un maggior coinvolgimento della popolazione, in vista di un intervento che potrà condizionare la vita dei solbiatesi, oltre che dovuto, avrebbe potuto assicurare un migliore e più condiviso progetto".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2009
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