A Varese i negozi tengono duro

In provincia sono presenti tutti i grandi distributori, ma dal punto di vista della tipologia distributiva si osserva una prevalenza degli esercizi di piccolo dettaglio, mentre nella grande distribuzione sono i supermercati ad avere una posizione dominante

La Grande distribuzione ha rivoluzionato i nostri tempi di vita, ma a Varese non incide come nel resto d’Europa: a dirlo è l’analisi  realizzata per Camera di Commercio in collaborazione con Cigl, Cisl  e Uil dal titolo «Orari di lavoro e tempi di vita nel sistema commerciale della provincia di Varese: aspetti economici e sociali connessi al cambiamento» e presentata alle Ville Ponti.

Mentre Inghilterra e Germania presentano una struttura fortemente concentrata con poche
imprese, alto fatturato, bassa incidenza delle attività di vicinato (24%) e alto numero medio di
occupati (15,9%), il settore distributivo in Italia è infatti più frammentato: molte attività, basso
numero medio di occupati (4,6) e forte incidenza delle attività di vicinato (58%), mentre la Francia occupa una posizione intermedia con un numero medio di occupati pari a 6,7 e una quota di attività di vicinato pari al 64%.
A Varese la situazione è ancora più a favore delle realtà più piccole: dal punto di vista della tipologia distributiva in provincia si osserva una prevalenza numerica degli esercizi di vicinato (o piccolo dettaglio), mentre nell’ambito della grande distribuzione sono i supermercati ad avere una posizione dominante (67% dei punti vendita della grande distribuzione nel 2008). Il commercio tradizionale rappresentato dagli esercizi di vicinato o piccolo dettaglio si caratterizza principalmente per punti di vendita alimentari (52%) e per punti di vendita a merceologia mista (40%). 

Dimensioni: vincono minimarket e supermarket
I dati dell’Osservatorio Nazionale del Commercio per l’anno 2008 mostrano che i supermercati e i minimercati (la rilevazione dei minimercati è iniziata solo nel 2005, prima erano assimilati ai supermercati) rappresentano l’82% della rete di vendita, mentre le grandi superfici specializzate e i grandi magazzini hanno una quota del 16% circa. Gli ipermercati invece, in provincia hanno ridotto la loro presenza passando dal 3% al 2%.
Per quanto riguarda la presenza di gruppi distributivi stranieri, la situazione nel territorio varesino
rispecchia quella italiana: il Gruppo Carrefour si afferma anche in provincia di Varese come il
principale distributore straniero ed è secondo solo a Tigros per numero di punti vendita (29
contro 50). Tutti i principali gruppi distributivi italiani sono presenti in provincia di Varese con
almeno un punto vendita. Infine si evidenzia l’assenza in provincia di Varese di Factory Outlet e
Parchi Commerciali e una presenza di centri commerciali inferiore alla media lombarda.

Le donne nel commercio
In provincia di Varese il 51% degli addetti nel commercio nel 2008 sono donne: seppur di poco, sono quindi in maggioranza. Tuttavia, se si considerano imprenditori e collaboratori la divisione uomini/
donne cambia nettamente e prevale la componente maschile (73% per gli imprenditori e 57%
per i collaboratori). Inoltre la percentuale di imprenditrici varesine è inferiore alla media italiana
(30%) e a quella europea (32%)

Orari varesini: medi in Europa, Liberali in Italia
L’analisi sugli orari di apertura degli esercizi commerciali in provincia di Varese mostra una situazione caratterizzata da un elevato livello di liberalizzazione rispetto ad altre province italiane, ma dal punto di vista del confronto europeo si colloca ad un livello intermedio. Questo aspetto è legato alla Legge Regionale 30/2007 in vigore in Lombardia che disciplina gli orari di apertura in modo simile a Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte,
Valle d’Aosta. In Piemonte, Molise e Marche, però, si stanno diffondendo tendenze protezionistiche (Federdistribuzione, 2009). Puglia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana e Umbria hanno invece adottato una disciplina più restrittiva e spesso limitativa rispetto alla vocazione turistica di alcune regioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2009
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