“Abbiamo visto il sole tornare a vivere”

Osservazione da parte degli appassionati del Gruppo astronomico tradatese nella serata di lunedì, dopo due anni di inattività di macchie solari

In tempi normali la cosa non farebbe grossa notizia. Ma in questi tempi in cui il Sole sembra si voglia quasi spegnere in un minimo profondissimo e prolungato di attività, una nuova macchia solare è importante, molto importante.
«Come noto – spiegano dal Gruppo astronomico tradatese -, per ragioni inesplicabili, il 24° ciclo undecennale di attività solare si sta facendo attendere da quasi due anni. In sostanza il Sole è piombato in una fase di scarsissima attività: negli ultimi due anni le macchie sono state pochissime e di ridotte dimensioni. L’ultima macchia risale addirittura al periodo 4-11 Luglio. Ma lo scorso 19 Settembre il satellite americano Stereo B che, come fa intuire il nome, riesce a ‘vedere’ anche il lato oscuro del Sole, ha lanciato un allarme: c’era una regione a forte emissione ultravioletta che stava approssimando al lato est (sinistro) del Sole. Questa regione si trovava a latitudini meridionali molto elevate, quindi era probabile che appartenesse ad attività del nuovo ciclo solare (il 24° appunto)».
 
Nessuno però, poteva sapere se stesse per nascere anche qualche nuova macchia. «Per saperlo non c’era che un modo – spiegano gli appassionati osservatori -: aspettare che la regione incriminata emergesse alla vista sul bordo sinistro del Sole. Osservazioni condotte dal GAT già nel tardo pomeriggio di lunedì 21 Settembre hanno effettivamente permesso di individuare una nuova piccola macchia, circondata da una complessa regione ‘facolare’ (macchie brillanti molto più calde della macchia stessa). Ovviamente questa mattina c’è stata mobilitazione generale per cercare di cogliere anche fotograficamente il fenomeno».
 
Informazioni tecniche da parte del Gat.
Il risultato è stato estremamente positivo e promettente: le prime immagini digitali hanno infatti evidenziato la nuova macchia in maniera molto netta. (posa di 1/125’ con sensibilità di 100 ASA e macchina digitale al fuoco diretto di un riflettore da 20 cm fornito di appositi filtro solare).
Quasi contemporaneamente arrivava dal satellite Soho la conferma che la polarità magnetica della macchia è opposta a quella della macchie analoghe del ciclo precedente (il 23°): quindi si tratta davvero di una rarissima ( e per questo interessantissima) macchia del nuovo ciclo.
L’evoluzione di questa macchia AR 1026 è imprevedibile: fortunatamente, essendo appena sorta, essa sarà visibile sulla superficie del Sole in rotazione per un altro paio di settimane. Questo permetterà al GAT di seguirne in tempo reale l’evoluzione e di riprenderla in ogni dettaglio nei prossimi giorni. Con una promessa, che è anche una speranza: se questo nuovo fenomeno solare rimarrà ‘attivo’ per un po’ di giorni il GAT promette, fin d’ora, di farne osservazione pubblica durante la grande festa della Associazioni che si svolgerà per tutta la giornata di Domenica 27 Settembre al centro di Tradate.         

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2009
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