Cattaneo e Maroni alleati per la Pedemontana

L'assessore Cattaneo al ministro: "Sarai il nostro angelo custode a Roma". Giovedì saranno rese note le ultime modifiche, i comitati consegnano le firme contro gli espropri

«Crediamo di poter anticipare di due mesi, a gennaio, l’inizio del cantiere della Pedemontana ». E’ conto alla rovescia per la nuova autostrada. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo presenta giovedì a Milano, al tavolo del collegio di vigilanza, le ultime osservazioni: i dossier saranno allegati al progetto definitivo, che a ottobre il Cipe dovrà finanziare. Da quel momento, ogni istante è buono per l’inizio del cantiere, che a Varese coinvolge il lotto della tangenziale da Gazzada al ponte di Vedano, e il tratto tra Cassano Magnago e Cislago.
Siamo al giro decisivo ed è venuto a Varese, nel palazzo della Provincia, il ministro dell’interno Roberto Maroni, per seguire da vicino gli ultimi dettagli. C’erano l’assessore Cattaneo, il ministro e due sindaci della Lega Nord coinvolti dal progetto, Cristina Bertuletti di Gazzada Schianno (membro del collegio di vigilanza), Matteo Bianchi di Morazzone. C’era anche il presidente della provincia Dario Galli, regista dell’incontro, e i cittadini del comitato “Pedemontana fatti sotto”, che a Gazzada ha raccolto 600 firme per dire no all’abbattimento delle case e proporre un tracciato in galleria.
I cittadini hanno consegnato le firme a Maroni, e Cattaneo ha chiesto al ministro dell’interno di «fare il nostro angelo custode a Roma». Quanto al problema degli espropri, giovedì saranno resi pubblici i dossier con gli ultimi cambiamenti che riguardano in particolare Gazzada Schianno dove il comune ha ottenuto il restringimento dello svincolone. Anche se rimane da chiarire il nodo delle rampe di collegamento tra il ponte a la viabilità ordinaria, che il comune vorrebbe fossero essere eliminate.
Il secondo lotto delle Pedemontana (che per Varese comprende la strada tra Vedano a Stabio) non è invece ancora finanziato e non lo sarà dal Cipe in questa prima battuta. Saranno contenti a Cantello, dove il tracciato dovrebbe passare sui campi dei preziosi asparagi locali. Ma timori a parte, c’è anche un altro problema, se gli svizzeri non allargano la strada il nostro cantiere è inutile: «Dobbiamo evitare di fare una strada che finisca in un bel prato – ha detto Cattaneo – e tenere conto dei tempi svizzeri».
Ma restiamo al primo lotto e anche al significato politico dell’incontro in provincia. Maroni è venuto (c’era anche il segretario provinciale leghista Stefano Candiani) per rassicurare il territorio. «La Pedemontana è un’opera attesa e importante – ha commentato il ministro – questa è una svolta storica per le infrastrutture del territorio, anche tenendo conto del metodo che è stato seguito, di coinvolgimento dei sindaci e che ha dato buoni risultati».
Maroni, Galli, Cattaneo, parlano di metodo lombardo, intanto i comitati consegnano le loro firme e attendono la risposta definitiva sull’abbattimento delle case.

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Come sarà la Pedemontana 4 di 7
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 settembre 2009
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