Cavalleria rusticana con inseguimento per una ventenne russa

Episodio di gelosia e violenza tra Busto e Castellanza. Sorvegliato speciale scopre la ex con un nuovo amico, lo picchia e se lo porta via. Lei chiama la polizia che li insegue: l'aggredito si getta dall'auto, l'altro viene poi fermato e denunciato

Una vicenda di gelosia e botte, al centro una bella ventenne russa, un pregiudicato dalla mano pesante e un nuovo amico di lei, conosciuto via chat. Più la polizia come "terzo incomodo" di una rovente nottata. È successo tra martedì e mercoledì a Busto Arsizio. Un 26enne con precedenti, sorvegliato speciale per pregresse vicende legate agli stupefacenti, ha fatto irruzione, pare attraverso la finestra del pianterreno, nell’abitazione della sua ex fidanzata, la giovane ragazza dell’Est, trovandola in compagnia di un altro, appunto il ragazzo conosciuto su Internet con il quale era sbocciata una nuova relazione. Ne è seguita una scenata di gelosia e violenza con botte al "rivale" da parte del pregiudicato: il suo rapporto con la ragazza era finito da mesi, ma evidentemente nella mente dell’uomo lei era ancora "cosa sua". L’aggredito ha poi dovuto seguire l’individuo sulla sua macchina. Secondo quanto dirà poi alla polizia, l’avrebbe fatto più o meno volontariamente, per un "chiarimento" tra soli uomini.
La giovane, sconvolta, ha chiamato la polizia allertandola per un sequestro di persona. Immediato l’intervento della Volante che ha intercettato l’auto su cui si trovavano i due all’altezza di Castellanza. E qui si è verificata una scena ai limiti dell’incredibile: profittando di un momento in cui l’andatura non era folle, il "rapito", diciamo così, si è gettato dall’auto rotolando sull’asfalto. Senza per fortuna ulteriori conseguenze. Per lui il referto del pronto soccorso parlerà di 21 giorni di prognosi per contusioni varie. La pattuglia della polizia si è fermata a prestare aiuto al giovane lanciatosi dall’auto; l’altro si è dileguato. A casa non è tornato, ma non è andato lontano: la sua vettura è stata notata a poca distanza da un bar, alle prime luci del giorno. Quando il pregiudicato è uscito, ad attenderlo c’erano gli agenti che lo hanno bloccato e portato in commissariato. Il fermo, mancando a questo punto la flagranza di reato, non è stato tramutato in arresto: il sorvegliato speciale, denunciato, deve comunque rispondere di accuse piuttosto pesanti come violenza privata, minacce, lesioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 settembre 2009
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