Cento di questi giorni: la “meglio gioventù” sfila a Palazzo Gilardoni

Applausi e riconoscimenti per i ragazzi e le ragazze diplomatisi dalle superiori con "cento" e "cento e lode", presenti il direttore de "La Stampa" Mario Calabresi, invitato dal sindaco Farioli, e il maestro Vittorio DI Mattei, premiato per la scuola di lingua italiana per stranieri

Sessantadue volte bravissimo. A Palazzo Gilardoni sfilano i "cento" e i "cento e lode" degli istituti superiori della città, ragazze e ragazzi da tutto l’Alto Milanese e la Valle Olona che si sono distinti per il rendimento scolastico, superando l’esame di Stato con il massimo dei voti. Una cerimonia, quella denominata Cento di Questi Giorni, cui l’amministrazione comunale tiene molto e che diviene occasione per "ospitate" importanti e riconoscimenti al merito anche per chi non è più giovanissimo.

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Maestro di cerimonie il sindaco Gigi Farioli, che con ironia si autodefinisce «notoriamente logorroico» nonchè «fazioso e partigiano» quando si tratti di esaltare le eccellenza locali. Accanto a lui l’ospite d’onore, Mario Calabresi, giovane direttore, dall’aprile scorso, del quotidiano "La Stampa"; il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale (provveditorato) Claudio Merletti, il maestro Vittorio Di Mattei, premiato per i vent’anni di impegno nell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri.
Così Merletti: «Più che di eccellenze, parlerei di capacità, volontà, saggezza, attenzione, di incontro fra persone che hanno saputo esprimere al meglio le proprie doti. Qui a Busto Arsizio abbiamo dati "anomali" sui cento e cento e lode, e in positivo: si deve alle grandi capacità di studenti, insegnanti e dirigenti delle scuole statali e non».
I ragazzi premiati hanno ricevuto il libro di Mario Calabresi, "Spingendo la notte più in là", e saranno di diritto “consiglieri speciali del sindaco”. E a proposito di sindaci, o assessori loro rappresentanti, a Palazzo Gilardoni se ne sono visti da Lonate Pozzolo (l’assessore Angelino), Marnate (il sindaco Cerana), Gorla Minore (il sindaco Migliarino), Cardano al Campo (il sindaco Aspesi), Castellanza (il presidente del consiglio comunale Frigoli), Samarate (il sindaco Solanti), Olgiate Olona (l’assessore Vettori), Dairago (il sindaco Paganini), e ancora Besnate, Legnano, e ci scusiamo per quelli che eventualmente non ricordassimo. Ma non è tutto perchè i premiati provenivano ancora da altri Comuni della zona come Cassano Magnago, Castano Primo, Somma Lombardo, San Vittore Olona, Gorla Maggiore, Rescaldina, Rovello Porro, Saronno, San Vittore Olona, Vanzaghello.
Liceo Pascal, liceo classico-linguistico Crespi, liceo scientifico Arturo Tosi, liceo artistico Candiani, IPC Verri, istituto Olga Fiorini, ITC Tosi, tutti presenti con i presidi, o dirigenti scolastici come si dice oggi, forse più emozionati dei loro ormai ex allievi. La parte del leone, e non stupisce, al classico Crespi, con lo scientifico dietro di un’incollatura. Sempre il Crespi ha potuto contare su due gemelle molto speciali: Claudia e Monica Moroni, di Castellanza, che si sono diplomate entrambe con lode nell’indirizzo classico. Complimenti.

Per tutti il grazie del sindaco, che ha contenuto al minimo i suoi interventi per lasciare spazio a Calabresi e Di Mattei. Dal direttore de "La Stampa" (di cui riportiamo a parte le considerazioni sul terrorismo) l’invito ai giovani diplomati a conquistarsi le proprie soddisfazioni, a non credere alle scorciatoie, bensì all’impegno. «Avete tutte le possibilità, ma impegnatevi. Se sbagliate, se cadete, una seconda possibilità c’è sempre. All’autrice di Harry Potter dodici case editrici avevano rifiutato il manoscritto del primo romanzo… alla tredicesima, è diventato il libro più venduto al mondo». Il maestro Di Mattei (qui l’intervista di Varesenews) ha colto invece l’occasione per ringraziare chi ebbe l’idea della scuola di lingua italiana per stranieri e i suoi stessi allievi per la ricchezza umana e culturale che gli hanno offerto. «Ho imparato a fare una scuola non rigida, che risponda qui e ora al bisogno di cultura; ho girato il mondo stando in cattedra e a tavola. Dopo vent’anni posso dire che l’integrazione è andata piuttosto bene in città. Il mio messaggio è che la convivenza con gli stranieri è possibile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 settembre 2009
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