Concerto a 94 corde nel museo

Prosegue, con successo di pubblico, la Rassegna "Interpretando suoni e luoghi" con i suoi concerti in cornici suggestive e ricche di atmosfera. Domenica 13 settembre, ore 18, approda in Valceresio





Prosegue, con successo di pubblico, la Rassegna "Interpretando suoni e luoghi" con i suoi concerti in cornici suggestive e ricche di atmosfera.

Il prossimo appuntamento domenica 13 settembre ore 18 approda in Valceresio, entrando in un museo. Saranno infatti le sale del museo E. Butti di Viggiù, con le sue sculture, a far risuonare le melodie di 94 corde, ovvero le due arpe dei musicisti Carla They e Raoul Moretti. Si tratterà di un viaggio alla scoperta delle sonorità dell’arpa dal 1700 partendo da Vivaldi e Bach, fino ai nostri giorni, con qualche piccola incursione nella musica celtica, con un brano di O’Carolan, artista del ‘700 considerato il più grande compositore irlandese nonchè l’ultimo bardo, e nella musica spagnola primi ‘900 con composizioni di E. Granados e C. Salzedo. Il progetto è realizzato con il finanziamento Interreg per la cooperazione italo – svizzera in collaborazione tra le Comunità Montane della Provincia di Varese con capofila la Valganna-Valmarchirolo, con la collaborazione del Conservatorio della Svizzera italiana e della Provincia di Varese.

Costituito nel 1927, il Museo Butti dispone di uno spazio espositivo di circa 280 metri quadri, suddiviso in una gipsoteca con opere dello scultore Enrico Butti e di un interessante museo etnografico, dedicato alla storia delle attività estrattive e minerarie nelle cave di Viggiù. Enrico Butti. Nato nel 1847 da una famiglia di scalpellini, imparò il mestiere a bottega nel paese, perfezionandosi negli studi a Milano, all’Accademia di Brera. Presto si fece notare, negli anni ’70 dell’Ottocento, divenendo uno scultore affermato della scuola milanese e lombarda. Fu insegnante amato e stimato a Brera dagli anni ’90 per tre decenni, sino a quando si ritirò a Viggiù sul pianoro del San Martino, dove aveva studio e abitazione e dove si fece costruire un museo per accogliere la sua gipsoteca. Lasciò a Viggiù questi edifici e la raccolta dei gessi, divenuta il civico Museo Butti. Ingresso libero




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 settembre 2009
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