“Correntisti strapazzati”, mutande appese fuori dalle banche

La protesta di CasaPound. "Un blog per offrire ai cittadini un luogo per raccontare le proprie esperienze"






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Decine e decine di mutande appese, stese davanti agli ingressi delle filiali varesine dei maggiori istituti di credito, sui muri vari manifesti, che propagandano un blog.
Dietro quest’azione mediatica, il manipolo varesino di CasaPound Italia. Le motivazioni del gesto irridente, invece, sono simboliche: “con le mutande appese a rappresentare la condizione di molti correntisti strapazzati”.

L’azione mediatica, di per sé, ha uno stampo volutamente goliardico: è importante però non confondere i due piani, la goliardia mediatica per noi resta un mezzo non un fine, un mezzo utile per veicolare proposte concrete” sostiene Gabriele Bardelli responsabile provinciale dell’associazione “Vogliamo andare oltre la critica, anche se feroce, dei comportamenti di alcuni istituti di credito. Lo scopo principale è mettere a disposizione uno strumento partecipativo per il controllo dal basso dell’attività bancaria. Abbiamo creato questo blog, non per diffondere il nostro pensiero, ma per offrire alla cittadinanza un luogo virtuale dove raccogliere informazioni e raccontare le proprie esperienze, anche in forma anonima. Se c’è una cosa che questa crisi ci ha insegnato è proprio che il controllo individuale sul sistema bancario non è sufficiente e quanto fatto in passato dallo Stato si è rivelato assolutamente inutile.”
Sull’utilizzo che verrà fatto dei dati raccolti le idee sono chiare “Tutte le informazioni raccolte serviranno, sotto forma anonima, a creare un dossier sulla questione bancaria che possa rappresentare fedelmente le difficoltà che i cittadini e le Pmi si trovano ad affrontare ogni giorno. La questione infatti si fa ancora più preoccupante quando si affronta il discorso dell’accesso al credito per l’artigianato e la Pmi, vero tessuto lavorativo della Provincia. Senza il credito le aziende licenziano o mettono in mobilità i lavoratori, ed è semplicemente inaccettabile. La Cassa Integrazione e lo stipendio sono due cose diverse.” Sui tavoli su cui potrebbe finire il dossier, una volta messo a punto, nessun dubbio “Faremo in modo di farci ricevere dal Sindaco, dal Prefetto, dal presidente della Provincia e tutte quelle autorità istituzionali competenti in materia.”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 settembre 2009
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