“Diamo un calcio agli Ogm”

Il Parco del Ticino da molti anni applica una politica agricola improntata all’agricoltura biologica e integrata per salvaguardare sia la biodiversità e per tutelare il paesaggio. Aderisce alla campagna di Greenpeace






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Dopo la Tailandia, Greenpeace porta la “rice art” anche in Italia. Da ieri mattina, infatti, un enorme disegno di circa 800 metri quadri è comparso in una risaia biologica  nel Parco del Ticino in provincia di Milano. Gli attivisti hanno lavorato diverse ore per tracciare la sagoma dello stivale italiano che calcia via gli OGM. L’obiettivo è proteggere il riso e l’agricoltura italiana dalla minaccia dell’ingegneria genetica nel settore agro-alimentare.
“Il Parco del Ticino da molti anni applica una politica agricola improntata all’agricoltura biologica e integrata per salvaguardare sia la biodiversità e per tutelare il paesaggio. – dichiara Milena Bertani, Presidente del Parco Ticino -.  Per questo appoggiamo la campagna di Greenpeace contro la commercializzazione di riso OGM, considerando che proprio il riso è uno dei prodotti più significativi del nostro territorio, che vogliamo mantenere non-ogm. Scegliere di impostare una politica agricola con il consenso degli agricoltori non è stato facile: i risultati oggi danno ragione alla nostra lungimiranza. Non solo un’agricoltura compatibile con l’ambiente ma i prodotti che si ricavano, riconosciuti nel Marchio Parco Ticino, garantiscono la qualità alimentare e la salute di chi acquista”.  
A livello europeo presto si dovrà votare per l’autorizzazione all’importazione del riso Ogm della Bayer (LL62), modificato per resistere a un erbicida tossico, il glufosinato. Il glufosinato è considerato così pericoloso per gli esseri umani e per l’ambiente che presto sarà vietato in Europa.
“L’Italia è il principale produttore di riso e di biologico a livello europeo, che senso ha rischiare col riso transgenico? Anche la Bayer ha ammesso che questo riso potrebbe accidentalmente germinare, col rischio di contaminare la produzione nazionale – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace Italia – Tutto ciò mentre permangono i dubbi sulla sicurezza per il consumo animale e umano degli OGM. Vogliamo mandare un messaggio forte al governo italiano e alle autorità europee per impedire l’importazione del riso transgenico”.

La campagna e la petizione
Il disegno è stato realizzato in un campo di riso della varietà “volano” in un’azienda convertita al biologico da ormai 20 anni, e compresa nel territorio del Parco del Ticino. L’attività di Greenpeace si è svolta con l’appoggio del Parco. Greenpeace fa campagna per un’agricoltura e una produzione di alimenti NON-OGM, basati su principi di sostenibilità, protezione della biodiversità e in grado di fornire a tutte le persone l’accesso a cibi sicuri e nutrienti. L’ingegneria genetica è una tecnologia non necessaria e non voluta che contamina l’ambiente, minaccia la biodiversità e pone rischi inaccettabili per la salute.  
Sul sito web dell’associazione è possibile partecipare alla petizione online per chiedere ai governi e autorità europee di proteggere i consumatori, gli agricoltori e le coltivazioni rifiutando il riso Ogm della Bayer e bloccando tutte le sperimentazioni in ambiente di riso Ogm.

Per scaricare il rapporto della Bayer:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/bayer-riso
Per partecipare alla petizione online:

http://www.greenpeace.org/italy/campagne/ogm/risotto-agli-ogm-no-grazie






di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 settembre 2009
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