Evans porta l’Australia sul tetto del mondo

Il "canguro" con radici varesotte scappa sull'ultima salita e vince per distacco la medaglia d'oro su strada: è il primo per il suo Paese. Male l'Italia di Cunego, solo ottavo; podio completato dal russo Kolobnev e dallo spagnolo Rodriguez

Per la prima volta in oltre ottant’anni un canguro salta sul tetto del mondo del ciclismo nella gara più importante e particolare della stagione, quel Mondiale che dà diritto alla maglia color arcobaleno. L’impresa, perché di impresa si tratta, riesce a quel Cadel Evans che troppe volte era arrivato solo vicino a dipingere capolavori nelle grandi corse a tappe: stavolta invece è proprio lui a portare l’oro in Australia a quattro giorni da quello nella cronometro under 23 di Jack Bobridge. E visto che l’anno prossimo sarà Melbourne a ospitare il Mondiale bisogna proprio dire che gli “Aussie” sono ormai diventati una superpotenza di questo sport.
arrivo cadel evans mondiali ciclismo mendrisioMerito – facciamo un po’ di sano campanilismo – anche delle strade varesotte che da tempo ospitano i gruppi di lavoro australiani in attesa che il benedetto hub di Gavirate venga completato; per intanto il quartier generale è a Castronno ed evidentemente funziona bene. Castronno, tra l’altro, è stato anche il paese in cui ha vissuto il neocampione del Mondo, prima di sposare una ragazza – Chiara – di Gallarate e di trasferirsi a due passi da Mendrisio. C’è dunque da credere che proprio sul balcone di casa sia nata nel corso di questi mesi l’azione decisiva, quella che ha spezzato le reni a Italia e Spagna e che ha abbattuto le speranze della Svizzera, tutta in piedi per Fabian Cancellara.
Evans (foto S. Raso) ha vinto scappando sull’ultima ascesa verso Novazzano, sfruttando uno scatto del russo Kolobnev poi lasciato alle spalle a giocarsi (con successo) lo sprint per l’argento. L’australiano ha tenuto duro nei tratti più difficili della salita, ha scollinato con 13” su Kolobnev e Joaquim Rodriguez (terzo, ottimo e come a Varese miglior spagnolo) e 24” sul gruppo dei grandi favoriti dove Cunego era rimasto unico azzurro. Nei 3 chilometri conclusivi Evans ha poi spinto come se fosse in una cronometro, specialità in cui eccelle, fino al meritato applauso finale sul rettilineo fuori Mendrisio.

ITALIA, ADDIO POKER –
A bocca asciutta è quindi rimasta la corazzata azzurra: costretta ancora una volta a lavorare per tutti, l’Italia di Ballerini è mancata proprio nel finale. Cunego è rimasto solo e con poche gambe dopo che Pozzato prima e Basso poi avevano fatto una certa selezione in salita. Ivan però, con Valverde e altri, ha pagato caro le sfuriate di Fabian Cancellara: lo svizzero ha compiuto due accelerazioni mostruose nel tentativo di agganciare la testa della corsa e di rimanerci da solo che hanno sfiancato mezzo gruppo. E forse pure se stesso, ma il bernese non ha nulla da rimproverarsi: correva con una squadra meno forte di altre (bravo però Zaugg) e ha giocato tutte le carte che aveva in mano. Addio dunque al poker azzurro: un risultato che resta una chimera del ciclismo mondiale.

SPAGNA DELUSA –
Tra le altre formazioni chi è uscita peggio è forse la Spagna che pure con Rodriguez ha preso un bronzo. A un certo punto infatti i giallorossi parevano pronti a vendicare la figuraccia di Varese: i tre capitani nella fuga giusta (Valverde, Sanchez, Rodriguez) contro un solo azzurro, Cunego. E invece Evans ha matato i toreri: battuti, scornati e non consolabili con un bronzo che può essere festeggiato dal solo Joaquim, giusto premio a due mondiali corsi alla grande visto che anche oggi è entrato in tante azioni importanti.

LA CORSA –
Come a Varese, la gara mondiale è vissuta a lungo su una fuga partita nelle battute iniziali: stavolta però erano in dieci e pure di discreto livello (nel 2008 tre carneadi) come Greipel o Stangelj. Per andare a prenderli si sono così scomodate le squadre principali, anche se poi il lavoro grosso è toccato al solito Marzio Bruseghin. Da lì è nata una controfuga con la prima pedina importante, Ballan, accompagnato dai faticatori Visconti e Scarponi e dalla guardia del corpo Paolini. Con loro pure Boonen, Kirchen, e altri mentre il gruppo pareva addirittura troppo lontano. Dopo varie rivoluzioni davanti (con il colombiano Duque a fare da variabile impazzita) ecco le mosse chiave: Cancellara si mette a tirare e ricompatta tutti i favoriti, facendo saltare Boonen e più tardi Ballan. L’Italia prova il forcing sul penultimo Novazzano con Basso e Pozzato ma non fa la differenza. Si arriva nell’ultimo giro, a quota 250 chilometri: sull’Acquafresca Cancellara anticipa il piano dell’Italia (treno di Basso e scatto di Cunego) e scompagina tutto. Restano in otto con tre spagnoli, si sente rumore di nacchere ma Kolobnev ha ancora le gambe per scattare; Evans di più, e il canguro di Castronno vola a vincere il titolo iridato.
 
Campionato del Mondo di ciclismo – Mendrisio 2009
Prova in linea professionisti (262,2 km)
Ordine di arrivo: 1) Cadel EVANS (Aus) in 6h56’26” (media 37,77); 2) Alexandr Kolobnev (Rus) a 27”; 3) Joaquim Rodriguez (Spa) s.t.; 4) Samuel Sanchez (Spa) a 30”; 5) Fabian Cancellara (Svi) s.t.; 8) Damiano Cunego (Ita) a 51”; 16) Basso; 21) Pozzato; 41) Ballan; 65) Paolini; 71) Garzelli.

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Il trionfo di Cadel Evans 4 di 20
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 settembre 2009
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