Festa dell’Uva e ludobus, il Comune difende le sue scelte

Secondo Farisoglio ci sono stati comportamenti scorretti tra gli organizzatori del rione In Giò ma la cooperativa "Dire, fare, giocare" chiede concorrenza e libertà

La vicenda dei ludobus alla Festa dell’Uva continua a far discutere le parti interessate. Da una parte c’è l’amministrazione comunale, critica nei confronti dell’associazione Rione In Giò (organizzatrice della manifestazione), rea di aver invitato il ludobus di "Dire,Fare,Giocare" senza preavvisare il Comune al quale era stato richiesto il patrocinio. Dall’altra c’è Giuseppe Assuntino, della cooperativa "Dire, Fare, Giocare", critico nei confronti dell’amministrazione che, a suo dire, colpevole di ostracismo nei confronti della cooperativa e di aver dato «il monopolio delle attività ludiche sul territorio di Castellanza alla cooperativa Sant’Ambrogio».

Partendo dall’amministrazione comunale ecco come il sindaco Fabrizio Farisoglio, carte alla mano, ha ricostruito la vicenda che sta dietro alla Festa dell’Uva.

Il 10 giugno con prot. 12572 veniva richiesto dal Rione in IN GIO’ il patrocinio per la settima edizione della festa dell’Uva nei giorni 12 e 13 settembre. Nella richiesta era prevista, quale iniziativa “ludica”, “un prestigiatore per uno spettacolo dedicato ai bambini”.
Il  17/06 con prot. N. 15753 l’Assessore Simone Tornaghi comunicava la concessione del patrocinio e l’erogazione di un contributo di € 450,00 in applicazione dei criteri determinata dalla deliberazione n.80 del 16/5/07. Nell’allegato alla lettera si precisa che le “bozze [del materiale pubblicitario] andranno sottoposte all’ufficio cultura prima della loro diffusione.
L’ 8/9/09 l’Ufficio Pubbliche Affissioni segnalava all’Ufficio Cultura l’affissione abusiva dei manifesti dell’iniziativa sulle postazioni commerciali. Precedentemente, nel mese di luglio, il presidente del Rione in Giò richiedeva all’Ufficio Affissioni la timbratura delle locandine senza presentare la necessaria lettera che deve venire rilasciata dall’ufficio cultura del Comune. Come nelle passate edizioni della manifestazione il Presidente del Rione ha ricevuto dalla Cooperativa Sant’Ambrogio (denominata “Gestore della Corte” sulla locandina) € 350,00 a titolo di sostegno dell’iniziativa;
L’ 11/09/09 alle 13.30 il Responsabile del Settore Istruzione, Cultura, Sport avvisava telefonicamente il presidente del Rione in Giò che alla manifestazione sarebbe intervenuto il ludobus Dirodorlando in quanto la manifestazione era patrocinata dal Comune per conto del quale, in appalto, la cooperativa Santambrogio gestisce la ludoteca Dirodorlando. Il Presidente si riservava di decidere cosa fare vista la presenza di due ludobus.

Ecco, invece, cosa chiede Giuseppe Assuntino della cooperativa "Dire,Fare,Giocare".

Il Presidente di sant’Ambrogio rivendica la democraticità della propria gestione perché “all’interno dell’area da noi gestita (la Corte del Ciliegio) abbiamo fatto lavorare la concorrenza di "Dire, fare, giocare". Qualcuno potrà verificare se il parco in questione è un’area pubblica ovvero si è tramutata in uno spazio privato. Noi vorremmo solamente la possibilità di “fare il nostro mestiere” a Castellanza così come lo svolgiamo nel Milanese e nel Varesotto. Noi siamo di Castellanza e vogliamo continuare ad avere un rapporto con la città. Anche in concorrenza se è necessario (viva la concorrenza! i bambini ci guadagnano in quantità e qualità!) visto che dove si presentano i Ludobus di DFG arrivano anche quello di Dirodorlando. E, con molto rispetto, riportiamo quanto dice il presidente di Compagnia delle Opere (cambiando Stato in Comune): “…. Il Comune è un padrone che concede, autorizza, permette oppure è uno strumento a servizio della società e del bene comune? Noi siamo per questa seconda ipotesi. Siamo per un Comune che valorizza l’iniziativa delle persone e dei corpi sociali, non un Comune che si vuole sostituire in modo assistenzialistico (interventistico).” Noi siamo d’accordo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2009
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