Fuori il falso: Milano dichiara guerra alla contraffazione

Parte mercoledì 16 settembre la campagna voluta dalla Regione per combattere i prodotti falsi che minano industria e commercio




Tre slogan forti ("10% seta, 90% racket", "La contraffazione non è una montatura" e "Tu compri una borsa e loro ti fanno le scarpe"), con immagini di prodotti del tutto identici al modello originale, ma contraffatti (una camicia, una borsetta e una montatura di occhiali). E da settimana prossima, in concomitanza con l’inizio della settimana della moda, 20 manichini dislocati in altrettanti negozi di Milano, con braccia fasciate, nasi incerottati, collarini su cui è riportata la stessa scritta che "chiude" anche la locandina "Fake off. Made in Italy, contro il falso" (letteralmente "fuori il falso").

Questi i messaggi della campagna pubblicitaria, voluta dall’assessorato all’Industria, Pmi e Cooperazione di Regione Lombardia, che sarà visibile da domani, mercoledì 16 settembre e per 2 settimane, su centinaia di locandine affisse nei mezzanini delle tre linee della metropolitana e sulle vetrine dei negozi di moda, dove saranno distribuiti anche 20.000 portascontrini.
Da un’indagine dell’agenzia delle Dogane emerge che il commercio di tali prodotti corrisponde al 10% degli scambi mondiali, per un valore pari a 450 miliardi di dollari. Con riferimento al periodo 2000-2006, nell’Unione Europea, c’è stato un aumento dell’88% dei casi di sequestro di merci contraffatte. Il numero di prodotti sequestrati è passato infatti dai 68 milioni del 2000 ai 128 milioni del 2006.   
Inoltre, grazie ad un’analisi della Commissione si è stimato che, all’interno dell’Ue, le merci contraffatte rappresentano:
– dal 5% al 10% delle vendite di pezzi di ricambio di autoveicoli;
– il 10% delle vendite dei CD e di audiocassette;
– il 16% delle vendite di film (videocassette e DVD);
– il 22% delle vendite di calzature e articoli d’abbigliamento e
– il 35% delle vendite di software.
 
Le aree maggiormente interessate alla produzione di merci contraffatte sono Napoli, l’hinterland milanese e la provincia di Prato. Interessante, in questo senso, notare che in Lombardia siano presenti solo "focolai" di mercato del falso perché il fenomeno è in rapido decremento soprattutto per quanto riguarda l’hinterland milanese. Rimangono punti di produzione nel Bresciano e nel Bergamasco, mentre a Milano purtroppo rimane alta la circolazione dei falsi. In questo senso una campagna ad effetto non può che aiutarci nel far desistere l’acquirente a comprare merce contraffatta.

Nel 2007 sono stati sequestrati 96 milioni di prodotti alterati di ogni tipo: software (35% delle vendite), calzature e articoli di abbigliamento (22%), dvd (16%), cd e medicinali (10%), pezzi di ricambio per autoveicoli (dal 5 al 10%).

Nel 2008 le Forze dell’Ordine hanno ritirato in Italia 94.953.042 pezzi contraffatti. In Lombardia, secondo la Camera di Commercio di Milano, la contraffazione e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela del Made in Italy, costerebbero alle nostre imprese 3,4 miliardi di euro all’anno, ovvero circa 4.200 euro per ogni singola impresa.

Le Forze dell’Ordine, nel solo 2008, hanno sequestrato oltre 8,7 milioni di pezzi non in regola, mentre l’Agenzia delle Dogane ha bloccato oltre 580.000 pezzi.

Anche nell’anno in corso il fenomeno non sembra diminuire: fino al 31 maggio le Forze dell’Ordine avevano sequestrato 47 milioni di prodotti con marchi falsi o ingannevoli o di qualità scadente per la sicurezza dei consumatori (più del doppio rispetto al 2008). In particolare, sono 20 milioni i capi falsi del settore moda (+60%), 4 milioni le opere d’ingegno duplicate (+60%), 14 milioni i beni di consumo e 9 milioni i giocattoli insicuri.  

Va anche tenuto conto che i prodotti contraffatti sono fabbricati nella maggior parte dei casi nel più completo disprezzo delle norme a tutela della salute e sicurezza, mettendo in questo modo in pericolo il consumatore. Anche il lavoratore stesso è danneggiato da questo processo distorto in quanto, se inserito nelle imprese del falso, subisce una condizione lavorativa priva di quei diritti e tutele previsti dalla legge. Da un’indagine dell’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione (Indicam) risulta che il dilagare di tale fenomeno ha provocato la perdita, negli ultimi 10 anni, di 270.000 posti di lavoro nel mondo, di cui 125.000 nell’Unione europea e 40.000 solo in Italia.




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2009
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