Gli sospendono la patente 22 anni dopo l’incidente

Un caso di giustizia lumaca, la notifica arriva con diversi anni di ritardo e ora il guidatore fa ricorso al giudice di pace

Quando la giustizia si muove come una lumaca. A un uomo di 52 anni di Villa Cortese è stata notificata, nei giorni scorsi, la sospensione della patente per 10 mesi. Ma sono passati 22 anni dall’incidente che provocò, per un errore di guida, nel 1987. E per il quale fu condannato a 7 mesi di reclusione con pena sospesa e non menzione. Ce n’è voluto di tempo, verrebbe da pensare, visto che la sentenza di primo grado è del 1994 (tribunale di Busto Arsizio) e che nel 1996 la corte di appello di Milano confermò il giudizio rendendolo definitivo. Ebbene, la giustizia penale (non è chiaro quale ufficio) ci ha messo 9 anni a comunicare al Prefetto che l’uomo era stato condannato in via definitiva. Dagli incartamenti risulta infatti che il Prefetto è stato avvisato solo nel 2005. A sua volta, l’uomo è stato avvisato solamente nel 2009, e dunque ci sono voluti altri quattro anni per raggiungerlo nella sua casetta a Lugano, dove i carabineri di Ponte Tresa gli hanno finalmente comunicato, due decenni dopo il fatto, che non poteva più guidare.  Tutto documentato nelle carte di un ricorso presentato da Anna Casiraghi, un avvocato del milanese che difende il 52enne di Villa Cortese.
Il caso di giustizia lumaca, ora, finirà di fronte al giudice di pace di Busto Arsizio: è stato presentato atto di opposizione dal legale, altrimenti l’uomo potrebbe risultare alla stregua di un latitante inserito nel casellario di Schengen. La storia parte proprio da Busto Arsizio, o meglio dalla Autostrada dei laghi, dove nel 1987 avvenne l’incidente. Nel dettaglio, l’uomo provocò un tamponamento, vi furono dei feriti e anche, purtroppo, una vittima: venne riconosciuto colpevole, ma intanto nessuno gli notificò che doveva riconsegnare la patente. Solo nel 2005 il prefetto emise il decreto di sospensione, ma la comunicazione si perse per strada (o forse si capiva  dove abitasse realmente l’uomo, residente in Italia ma domiciliato a Lugano). Così, ad agosto, sono stati i carabinieri di Ponte Tresa, al confine, a notificare la cartella. Tuttavia,  è passato un sacco di tempo,  e ora l’avvocato dice che la pena accessoria è estinta, perché nel 2001 sono decorsi i termini entro i quali si estingue la pena principale (poiché non ha mai commesso altri reati). Risultato: l’uomo ha sempre guidato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 settembre 2009
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