I segreti del percorso di Mendrisio

La cronometro maschile pare adatta al grande favorito, Fabian Cancellara. Ma attenzione alla salita della Rossa e a qualche curva maligna

Nelle gare contro il tempo il percorso è un elemento determinante perché influisce non poco sull’esito finale della gara nel senso che non tutti gli specialisti del cronometro si adattano con relativa facilità al profilo altimetrico della gara. Diciamo, semplificando, che ci sono tracciati per atleti agili e scattanti e tracciati invece più propizi a chi ha nella potenza l’arma migliore. Quello di Mendrisio è sicuramente stato confezionato per quest’ultimi corridori, un riguardo logico e naturale per Fabian Cancellara . Il campione elvetico fin dalla linea di partenza potrà spingere al massimo il suo potentissimo motore. I lunghi rettilinei che scendono su Capolago per portare poi nel cuore antico di Riva San Vitale sono musica per la sue gambe. La risalita verso Rancate con il breve, maligno strappo della salita della Rossa, non può incidere più di tanto così come i budelli stradali che attraversano prima la stessa Rancate poi Ligornetto. Troppo brevi per determinare incertezze e titubanze in professionisti di grande esperienza come quelli che compongono gli ultimi due lotti di partenti. Il tratto Ligornetto-Stabio non presenta incognite mentre qualche apprensione potrebbe generare la curva, quasi ad angolo retto, che immette sul lieve strappo di Genestrerio, l’ultimo piccolo borgo di cui si attraversa il minuscolo centro storico per poi sfociare nella fin troppo sinuosa retta d’arrivo, sinceramente non altezza di un mondiale.
In tutto 49,8 chilometri spettacolari che promettono medie da record come è del resto accaduto con gli under 23 e le donne (nella foto l’eterna Jeannie Longo: 51 anni, decima). Peccato davvero che l’Italia del pedale non abbia più uno specialista come Francesco Moser.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2009
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