Il popolo del Mondiale non tradisce

La gara iridata ha portato in Canton Ticino 120 mila persone. Tifosi da tutto il mondo avvolti nelle bandiere e mossi dalla speranza di vedere i propri campioni sfrecciare e tagliare il traguardo

Ciò che conta è esserci, non importa se si arriva dal Giappone o se si indossano orecchie d’asino sulla testa. Il popolo del mondiale è presente e numeroso. Anche questa mattina è sbarcato a Mendrisio e ha riempito di bandiere e colori il percorso svizzero. Nel giorno più importante, quello della gara dei professionisti, i tifosi – 120 mila secondo la polizia - sono arrivati da tutto il mondo perchè nel ciclismo, i campioni, bisogna vederli da vicino. Tantissimi gli italiani: gli immancabili del fans club di Cunego, la curva gialla per Ivan Basso, i tifosi di Bruseghin con le orecchie d’asino, gli amici di Ballan con il sogno di un altro arrivo iridato. Di nuovo – c’erano anche a Varese – hanno sfilato gli olandesi con maschere, parrucche e divise arancioni. La base spagnola invece era sulla salita di Novazzano, uno dei punti più duri e spettacolari del percorso. Il pubblico ha preso posto lungo tutto il tracciato, tra città, zona industriale, campagna e vigneti. Durante la gara sventolano le bandiere di Germania, Lussemburgo, Belgio, Inghilterra, Canada e naturalmente della Svizzera galvanizzata dalla performance di Cancellara. 

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Accanto alle nazioni, come da tradizione, non mancano territori e regioni: le Fiandre, sempre presenti quando si parla di ciclismo, la Bretagna e anche un’inaspettata Sardegna. Dalla partenza (alle 10,30) passano le ore e anche il popolo del ciclismo, per trascorrere del tempo, rispetta riti e abitudini. C’è chi si guadagna la sua transenna e non perde nemmeno un giro e chi preferisce godersi la giornata, calda e serena, seduto al tavolino di un ristorante con vino, merlot rigorosamente ticinese, accompagnato da un piatto di polenta. L’atmosfera consente anche questo. A esultare alla fine sono stati i tifosi australiani: erano pochissimi ma presenti con la loro bandiera e un accento spiccatamente mendrisiotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 settembre 2009
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