Il prefetto stoppa l’intitolazione della scuola a Biagi

Succede a Cesano, periferia nord di Roma, dove era stata avviata la procedura di intitolazione della scuola. Mancava solamente l’approvazione di Comune e Prefettura, e da quest’ultima è stata negata l’autorizzazione







Volevano intitolare la scuola a Enzo Biagi, da molti considerato uno dei giornalisti più importanti del Novecento. Poi ieri è arrivato lo stop. Succede a Cesano, periferia nord di Roma, dove era stata avviata la procedura di intitolazione della scuola. Le pratiche erano già state tutte espletate e mancava solamente l’approvazione proforma di Comune e Prefettura. Ma proprio da quest’ultima è stata improvvisamente negata l’autorizzazione: “Non sono passati i 10 anni dalla morte della persona a cui si vuole dedicare la scuola, così come previsto per legge”. Immediatamente revocato quindi il decreto attuativo per l’intitolazione.

Semplice rispetto delle norme e faccenda finita, sembrerebbe. E invece no, la polemica è montata ed è molto chiara: “Dietro all’apparante impedimento burocratico ci sarebbe una volontà politica censoria” e così, paradossalmente, il giornalista già censurato in vita lo diventa anche da morto.







«È vergognoso che sia stato ritirato il Decreto Ministeriale che sanciva l’intitolazione ad Enzo Biagi dell’Istituto Comprensivo di Via Orrea. E’ chiaro che l’offensiva lanciata da alcuni Amministratori Comunali e Municipali del Pdl è alla base di questa decisione», accusa il consigliere comunale Dario Nanni.



Il niet burocratico motivato dalla regola dei dieci anni nasconde in realtà numerosissimi precedenti in cui alla regola stessa sono state applicate delle deroghe. “Quella norma non ha mai fermato un’intitolazione, vi si è sempre derogato con facilità”.

Il Ministero si tira fuori, “non ha competenza nell’intitolazione delle scuole”, scaricando la responsabilità sul prefetto. Lascia però una porta aperta, “la deroga va chiesta al Ministero dell’Interno”. La pratica, insomma, potrebbe riaprirsi e giungere a buon fine.




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 settembre 2009
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