Il tecnico di radiologia: “Non vi ho scritto per piangere miseria…”

La lettera inviataci dal tecnico del Circolo sugli stipendi del comparto sanitario ha sollevato molte critiche. Danilo è tornato per chiarire il senso delle sue parole

«Lavoro in ospedale da primo gennaio 1980, mi mancano sei anni per andare in pensione. Se mi guardo indietro trovo molte amarezze. Quando apro la mia busta paga mi demoralizzo: arrivare a fine mese èmolto complicato». È questo il senso della lettera che Danilo Picciocchi ha scritto a Varesenews in merito alle buste paga del comparto sanitario: « Al di là delle cifre, bisogna anche soffermarsi sul tipo di lavoro, sull’energia che ci si deve mettere, sulla passione. In ospedale in pochi fanno la bella vita. In tutti questi anni ho dovuto buttar giù tanti rospi. E cosa ne ho ricavato? 1.400 euro in busta nei mesi in cui posso contare sugli incentivi».

Danilo è uno dei tecnici di radiologia dell’ospedale di Circolo. Addetto alla radiografia, lavora anche in sala operatoria con reperibilità, soprattutto ortopedica e traumatologica, per assistere i medici nel loro operato: « Fare bene il mio lavoro vuol dire ridurre l’esposizione alle radiazioni del paziente. In un campo in cui la tempestività può anche salvare una vita, saper puntare la macchina nel posto giusto permette di conoscere, prima e con un risparmio di radiazioni, il punto dove intervenire».
Il signor Picciocchi, una moglie a carico e una figlia laureanda, è sempre rimasto alla macchina delle radiografie: « Non saprei nemmeno come accendere una tac o una risonanza. Quando, però, ho iniziato, le prospettive erano diverse, c’era voglia di crescere, di fare. Oggi  non sono pentito di ciò che ho fatto anche se, viste le possibilità che danno altre qualifiche, sono un po’ deluso».

Danilo Picciocchi non lavora in sedi esterne e non rientra nel gruppo dei lavoratori che operano in area "a pagamento"  dove ci sono buone possibilità di arrotondare: « Io capisco tutti i commenti che sono arrivati alla mia lettera ma vi assicuro che con il solo stipendio di 1400 euro al mese non riesco a pagare tutto. Non ho vizi, non esco mai, non mi concedo lussi di alcun tipo. Se, poi, guardo ai colleghi europei, vedo che gli stipendi medi si aggirano sui 3800 euro. Capite perchè in Italia nessuno vuole diventare tecnico di radiologia? Si studia tanto, ( ci vuole una laurea triennale) per uno stipendio base di poco più di mille euro. E chi lo vuole più fare?».

Il tenico del Circolo non piange miseria, vorrebbe solo sollevare l’attenzione sul valore del suo impegno: « La gente che arriva qui è spesso spaventata, ha paura, si fa mille domande. Io cerco di accoglierla, di aiutarla a capire e affrontare ciò che succede. Io dovrei essere capace di prendere le distanze. Invece ancora mi immedesimo con chi ho davanti. Il mio lavoro è delicato, ha a che fare con la salute e la vita umana. Non meriterebbe maggior considerazione?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2009
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