Interazione la parola forte della festa

Un grande successo per Anche io. Nei due giorni hanno partecipato migliaia di persone

"Dal virtuale al reale" era il tema della prima festa del giornale sei anni fa. Una scelta che segnalava il bisogno di uscire dallo schermo, di fissare un momento di incontro con i nostri lettori.
Ad aprire quella tre giorni fu un dibattito dal titolo provocatorio: Varese è un luogo comune? Al tavolo tanti protagonisti diversi del territorio.
Oggi, con oltre 50mila lettori al giorno, sono cambiate tante cose. La festa ha lo stesso marchio creato da Giorgio Vicentini. Anche io campeggia non solo sui muri delle strade, ma sulla home page del giornale. Molto è cambiato in questi sei anni. Varesenews ha un rapporto con i propri lettori molto più stretto. Alla rubrica delle lettere si sono aggiunti diversi altri servizi, e da sei mesi uno spazio in  evidenza in prima pagina. Quell’interattività così tanto sbandierata come la grande novità dei giornali online è diventata giorno dopo giorno qualcosa di concreto che apre la redazione ai lettori.
La parola interazione da questa edizione della festa acquista un’ulteriore valenza. L’ha usata Jean Leonard Touadi nel dibattito di sabato. Interazione come ricchezza, come punto di forza di un’intercultura a cui non ci si può sottrarre se si vuole guardare in faccia il cambiamento dei tempi. Interazione come elemento che mescoli anche modi diversi di guardare alle cose, come emerso in parte anche dal dibattito più politico con consiglieri e assessori regionali.
Con la riflessione su questi tre elementi emersi durante la festa usciamo molto più ricchi.
I lettori sono la nostra vera forza e l’interazione con loro è centrale in ogni nostra azione. Sempre un passo avanti con il coraggio di saper ascoltare e voler cambiare. Dare voce alla comunità e in particolare sempre a chi ha meno possibilità di far sentire la propria è un punto cardinale del nostro lavoro.
Interazione con culture diverse che rappresentano una contaminazione che, per difficile che sia, è condizione per non lasciar vincere la paura del "diverso".
Interazione che deve fare rima con innovazione e che nel campo della politica rimetta al centro i fatti e l’attenzione alle persone.
Usciamo dai giorni della festa contenti per un risultato fantastico, ma anche coscienti della responsabilità che cresce ogni giorno di più. Ascoltare, raccontare, interpretare e dibattere sono gli elementi caratteristici del nostro lavoro. Lo sono ancora di più in tempi come questi in cui la paura sembra averla sempre vinta sulla volontà di cambiamento. In un periodo dove far la voce grossa o contrapporre muri a muri è diventata pratica diffusa purtroppo anche nel nostro lavoro.
La festa si chiude con grande entusiasmo grazie alle centinaia di persone che ci hanno aiutato e alle migliaia che hanno partecipato.
Da oggi continua il nostro lavoro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 settembre 2009
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