L’ambrosia, flagello delle estati altomilanesi

L'infestante cresce rigogliosa a dispetto dei provvedimenti per limitarne la diffusione: qua e là colonizza interi campi, come a Busto. Nè i singoli Comuni appaiono più di tanto in grado di tutelare i cittadini dall'allergia. E per Castellanza è "colpa" dei comuni confinanti

Ambrosia artemisiifolia: una croce, più che una pianta. Le lamentele degli allergici si levano alte un po’ ovunque, e anche a Varesenews arrivano più segnalazioni del problema. Un po’ come per le zanzare, si tratta di un flagello cronico di tutte le estati. Ma a differenza degli insetti, in circolazione dalla notte dei tempi, la pianta infestante si è fatta largo soprattutto negli ultimi anni. Di provenienza americana, ha trovato qui un clima ideale per attecchire e diffondersi, in modo talvolta impressionante. Dai cespuglietti a lato strada fino a campi interi colonizzati massicciamente, e che ricrescono a dispetto di periodici sfalci. Questo poi è il periodo peggiore per chi soffre di allergia: siamo nel più pieno rigoglio vegetativo.
Sembra che tutte le gride manzoniane del Comune, con minacce di multe salatissime a chi non rimuove l’infestante dalle sue proprietà, non sortiscano effetti, eventualmente, che sul portafogli dei colpiti. E hanno voglia i proprietari di terreni a sfalciare: la pianta ricresce, più bassa ma anche più fertile e ricca di polline, e non resta che l’estirpazione, antieconomica oltre la scala del piccolo giardino, o la prevenzione con la semina mista di trifoglio accanto ai cereali, almeno per quanto riguarda i campi. L’ambrosia non tollera infatti "affollamento" nei terreni, pur insediandosi benissimo laddove non trova rivali o ostacoli. A favorirla sono soprattutto i terreni abbandonati, purchè soleggiati e non troppo umidi.

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Ambrosia a ettari 4 di 10

A due anni di distanza siamo tornati sul luogo di una prima "scoperta", alla periferia sud-est di Busto Arsizio, constatando una situazione assolutamente identica a quella trovata allora. Ettari di campo totalmente invasi, benchè sfalciati: siamo lungo la via Ponzella, zona via Alba. Al di là del caso specifico, che può non far testo, restano le numerose segnalazioni giunte da più parti (ad esempio Beata Giuliana, ma non solo). Preso di mira è sempre il Comune, cui spetterebbe sbarazzare la città dall’infestante: il che appare un’impresa improba senza una partecipazione di massa dei residenti delle zone interessate. Questi peraltro, da contribuenti, si aspetterebbero anche un servizio – a proposito, il numero verde gratuito per segnalare la presenza di ambrosia al Comune è 800-017463.
Intanto, ieri stesso una delibera di Giunta ha trasferito la gestione del verde dall’ambito comunale a quello della patrimoniale Agesp Servizi, ormai una sorta di "Comune-bis" La gestione degli sfalci, precisa l’assessore Luciano Lista che aveva fin qui la responsabilità del verde, era stata assegnata nel marzo scorso ad un’azienda privata che si era aggiudicata il relativo appalto e ha provveduto ad una serie di interventi. Ma prevalere su un’invasione che qua e là ha proporzioni da romanzo di fantascienza, soprattutto se ci si muove Comune per Comune, non è molto pratico: la natura non conosce i confini amministrativi.

La riprova viene dalla vicina Castellanza, dove a fronte delle varie segnalazioni giunte da stampa locale e web, Palazzo Brambilla replica, ribadisce quanto fatto rigetta la patata bollente sui vicini. "Grazie al continuo intervento effettuato negli ultimi dieci anni, in Castellanza non abbiamo grosse estensioni di Ambrosia (campi di diversi ettari completamente infestati) come, invece, è facile vedere nei territori dei comuni confinanti". L’erba del vicino, insomma, è sempre più infestante: i pollini volano, e i castellanzesi starnustiscono lo stesso. "Le situazioni più critiche che si avevano nel passato (cioè le aree in fondo a via Morelli, le aree nel Parco Alto Milanese e la zona di via Pace – nuova sp19) sono sotto controllo e l’Ambrosia è confinata in sporadiche piantine a bordo campo. Tutti i terreni comunali ed i bordi strada sono stati controllati e sono stati fatti gli sfalci necessari".  Si citano anche i cantieri nei quali avvengono movimenti terra, a partire da quello dell’interramento: già multati negli scorsi anni, "si sono attivati ed hanno in programma due interventi di controllo dell’infestante: uno è stato fatto a fine luglio l’altro sarà effettuatio questa settimana dopo la piena riapertura degli stessi".
Precisati gli interventi adottati, a Castellanza rilevano che "purtroppo, pur con tutta la buona volontà e la cura negli interventi che si possono attuare sul nostro territorio, non potremo mai impedire che i nostri cittadini soffrano di crisi allergiche per l’Ambrosia. E’ risaputo che il polline viene trasportato a lunghe distanze dal vento e che basta la presenza di qualche grande campo fortemente infestato nell’area di 10 km (vedi galleria fotografica ambientata a Busto, ma a due passi dal confine comunale ndr)". Ci si aggrappa anche all’estate poco piovosa: "L’andamento climatico di quest’anno ci sta anche aiutando a superare rapidamente i problemi d’allergia. Infatti, tutte le piante d’Ambrosia manifestano sintomi di stress idrico con conseguente diminuzione della produzione di polline; è perciò prevedibile che già dalla prossima settimana inizi a diminuire la concentrazione pollinica, alleviando cosi i sintomi allergici".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 settembre 2009
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