La chiusura della De Amicis è frutto di tante inesattezze

I genitori dei bambi i iscritti alla primaria di valle Olona contestano le ragioni dell'amministrazione e chiedono l'uso dei fondi della tangenzialina per rifare la scuola

I come Incredulità.
I come Indignazione.
I come Inaccettabilità.
 
Questi sono i sentimenti che, alla pubblica lettura della risposta n° 37176 del 05/08/09 di codesta Amm.ne Comunale, si sono potuti registrare nelle persone direttamente e indirettamente coinvolte nella problematica inerente la scuola primaria De Amicis di Valle Olona.
Una reazione più che comprensibile viste le evidenti “inesattezze” dietro le quali codesta Amm.ne ha inteso mascherare il proprio atteggiamento passivo e indifferente, sempre più marcato nel corso degli anni, nei confronti di una scuola pubblica.
 
Il contributo di sussidiarietà erogato lo scorso anno scolastico (ma con gestione del servizio da parte della scuola stessa) è stato il frutto di forti e insistenti “sollecitazioni” provenienti dal Dirigente scolastico coadiuvato anche dal Consiglio d’Istituto; e ciò si era reso necessario a fronte dell’improvviso, indiscriminato e “sensibile” innalzamento (operato con delibera comunale) del numero minimo di richieste dei servizi parascolastici che non teneva conto di una più equa proporzionalità con il numero degli alunni frequentanti la scuola stessa.
 
Per analizzare più concretamente le cause del progressivo allontanamento delle famiglie dalla De Amicis (il cui effetto si legge chiaramente nei numeri attuali) sarebbe il caso di soffermarsi a riflettere a più ampio raggio. Fermo restando che le offerte formative (POF) di questi anni sono ampiamente in linea con quelle delle altre scuole, che si è visto un miglioramento progressivo nelle proposte di orario, sempre più vicine alle esigenze delle famiglie a alla didattica degli alunni, che la De Amicis occupa una posizione strategica per il quartiere (vicinanza alla scuola materna Cattaneo, alla chiesa, alla parrocchia, ai servizi commerciali, ad un ampio parcheggio, ad una palestra, al confine con il paese limitrofo, ecc…) è ragionevole ritenere che le cause in discussione siano da ricercarsi altrove:
- nell’estrema e continua incertezza sui servizi parascolastici;
-   nella fatiscenza della struttura, estremamente bisognosa da molti anni di interventi manutentivi interni ed esterni;
-    nella impresentabilità (in occasione degli “Open day”) delle pareti centrali, colpite da una notevole infiltrazione d’acqua piovana (ormai da più di un anno), che fanno “bella” mostra di muffe e macchie maleodoranti (neanche una “passata di bianco” per salvare almeno le apparenze!!);
-    nelle continue e allarmanti “voci” di probabile chiusura del plesso; ………….
Risulta, quindi, evidente quali siano state le reali motivazioni che hanno portato alla riduzione progressiva del bacino d’utenza!!!
E pensare che la vicinanza della scuola materna parrocchiale (“fucina” inesauribile di bambini), le positività territoriali e formativo-didattiche sopra evidenziate e la possibile “convenienza” logistica di alcune famiglie di Induno Olona avrebbero potuto garantire una affluenza nettamente superiore e costante nel tempo……..
Non si vuole certamente entrare nel merito delle decisioni di codesta Amm.ne ma, proprio in questa negativa congiuntura economica, la cittadinanza si sarebbe aspettata (dai propri rappresentanti eletti) una destinazione d’uso dei fondi disponibili maggiormente indirizzata verso la tutela di servizi pubblici (i cui fruitori principali sono esseri umani minorenni) che non verso opere, probabilmente utili, ma che seguono una logica di pura estetica, immagine o interesse privatistico.
E, per la precisione, si vuole far rilevare che, per il corrente anno scolastico, proprio grazie alla maggiore copertura pomeridiana offerta dalla scuola, sarebbe stato sufficiente un contribuito per il doposcuola addirittura ben al di sotto di 10.000 Euro.
Merita, altresì, un cenno d’attenzione l’affermazione (definita “fondamentale”) sulla possibilità di fruizione del doposcuola presso la scuola materna Cattaneo; il servizio offerto non corrisponde alle richieste dei Genitori e alle strette esigenze delle famiglie, come si evince anche dalla lettera che il Parroco ha mandato all’Assessorato Servizi Educativi in data 03/09/2009 (vedi allegato). Fa comunque specie che un’Amministrazione Pubblica risponda ad un bisogno di Sua competenza rimandando ad un soggetto Privato.
E, comunque, alla data del suggerimento fornito dal Comune (05/08/09), la maggior parte delle famiglie interessate aveva già dovuto provvedere diversamente per non trovarsi in netta difficoltà, dopo le ferie, alla riapertura delle scuole.
Soluzioni alternative che, come già ampiamente evidenziato nella petizione inviata nello scorso mese di luglio, probabilmente ricadranno negativamente sulla serenità dei bambini coinvolti (sradicati dall’ambiente abituale) e sulla logistica organizzativa di quelle famiglie con i figli al primo inserimento che avrebbero visto nella De Amicis una valida soluzione.
Sempre per il famoso teorema per il quale il “passa parola” e le “voci di corridoio” funzionano meglio dei canali ufficiali di informazione, è giunta notizia che, nella circostanza attuale della costruzione della “tangenzialina”, siano stati stanziati dei fondi per “alleviare” i disagi dei quartieri interessati dai lavori.
Sarebbe opportuno che gli organi territoriali competenti (forse la Circoscrizione, fino ad ora colpevolmente assente e totalmente indifferente alle problematiche evidenziate!) si adoperino affinché si possa utilizzare parte di queste risorse magari per risollevare, tra le altre cose, anche le sorti della De Amicis.
A questo punto viene naturale ragionare, cercando di non peggiorare la situazione per il futuro, sulle spiacevoli conseguenze che scaturirebbero dalla paventata chiusura della scuola.
È innegabile che la presenza di una scuola primaria sia fondamentale per la vita quotidiana di un rione soprattutto perché, attorno ad essa, ruotano le realtà di una scuola materna che può contare su una continuità didattica localizzata, di un oratorio la cui esistenza/sussistenza è generalmente legata ai gruppi di ragazzi che vi approfondiscono ed ampliano le amicizie nate sui banchi di scuola, di servizi commerciali (e non) il cui positivo rendimento è, in buona parte, legato anche alle necessità giornaliere di famiglie con vita stabile nel quartiere stesso, ecc……
Nella malaugurata ipotesi di chiusura della De Amicis si verrebbe a generare anche un assurdo ingiustificato squilibrio tra i quartieri di San Fermo e Biumo rispetto a Valle Olona in termini di presenza di plessi scolastici che, come è facile intuire, sono il miglior “bacino demografico” di un territorio.
Alla luce di quanto fin qui esposto, tutta la cittadinanza auspica una maggiore attenzione e scelte più coscienziose verso le difficoltà rappresentate, mirate al risanamento e non alla disgregazione.
Con ciò si vuole anche ribadire che il quartiere non offre “solamente” solidarietà ai bisogni di alcune famiglie ma si sente direttamente coinvolto in tutta la sua interezza e, per la propria sopravvivenza territoriale, fornirà sempre il supporto e la partecipazione che ogni causa intrapresa meriti. 
UN SECCO NO ALLA CHIUSURA DELLA SCUOLA !!!!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2009
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