La corazzata Italia è pronta per le prove in linea

Villa Cagnola ha ospitato la conferenza stampa finale di professionisti, under 23 e donne. Ballerini: "Cunego è la nostra freccia più appuntita, ma non è l'unica». E tra le ragazze si punta ancora su Noemi Cantele

nazionale ciclismo«Abbiamo una freccia molto appuntita da scoccare, ma non è l’unica arma al nostro arco». Franco Ballerini sintetizza in modo efficace quella che sarà la sua nazionale di domenica, quando l’Italia del ciclismo proverà a compiere un’impresa mai riuscita a nessuno: portare a casa il quarto titolo mondiale consecutivo. La freccia è naturalmente Damiano Cunego, designato capitano fin da un anno fa quando fece da perfetto scudiero ad Ale Ballan per poi conquistare la medaglia d’argento: la sua Vuelta ha confermato che la gamba è ok, la sua tenuta sulle lunghissime distanze non è in discussione, la testa pare davvero quella giusta. Il veronese, ad esempio, è il primo a spegnere le polemiche passate con Ivan Basso, tanto che i due siedono accanto (foto sotto) nell’ultima e decisiva conferenza stampa di Villa Cagnola, sede del ritiro varesino di questa nazionale. «C’è un grande clima, le rivalità forse piacciono a voi (giornalisti ndr) e alla gente ma qui è tutto ok: sarà un percorso difficile ma tra di noi c’è unione vera».

A proposito di Basso, Ballerini continua ad accennare al cassanese come «determinante per la squadra» senza però specificare ruoli precisi. E a precisa domanda Ivan sorride: «Magari è una sorpresa». Poi precisa di scherzare, ma chissà che anche il portacolori varesino non possa avere qualche asso nella manica.
L’altro alfiere di casa nostra, Stefano Garzelli, ha già ricevuto il piano gara. «Stefano conosce il percorso alla perfezione – spiega Ballerini – e mi darà una mano a fare quello che negli ultimi anni è funzionato alla grande: ovvero cambiare strategia in tempo reale». La presenza del Garzo, che a Mendrisio ha anche vissuto a lungo, è ancora più utile visto che gli organizzatori non hanno permesso alle squadre di provare il circuito a traffico fermo. Su questo il ct è duro: «Non era mai accaduto e credo che in queste circostanze ci voglia rispetto per gli atleti. Invece è stata una grave pecca del comitato organizzatore». Insomma un’altra conferma: Varese 2008 è stata su un altro pianeta, ma avremo modo di riparlarne.
Ballerini ha definito così il percorso di Mendrisio: «Lo abbiamo valutato bene fin dall’anno scorso, però a volte sembra durissimo, a volte meno; certo, per la sua brevità è difficile e anomalo. In questi giorni abbiamo parlato molto tra di noi, pensando anche a come potrà venire fuori questa corsa: non dovremo per forza attaccare ma sarà comunque necessario non subire la corsa. Ci sono parecchi rivali che ci aiutano a pensare che non corriamo da soli: la Spagna ha Valverde, Sanchez e Freire, l’Australia una squadra compatta, poi ci sono atleti come Cancellara, il belga Gilbert o il francese Fedrigo che possono vincere».

nazionale ciclismo femminilePrima dei professionisti era toccato a donne e under23 essere presentati, anticipati da Paolo Bettini che qui è in veste di collaboratore di Ballerini ma anche di scrittore – con il giornalista Andrea Berton – della sua biografia "Così ho pedalato in cima al mondo".
Tra le ragazze, occhi puntati su Noemi Cantele che dopo l’argento a cronometro ha su di sé aspettative e attenzioni. Ad abbracciarla anche la famiglia, passata per l’ultimo saluto prima della corsa che scatta alle 9 di sabato. L’arcisatese appare pronta e tranquilla, anche se coinvolge nei pronostici le compagne a partire da Tatiana Guderzo. Musica per il ct Salvoldi che predica unità «perché le altre nazioni stavolta ci temono». In panchina l’altra varesina, Valentina Carretta.
Gli under, beffati a Varese dal gran finale del colombiano Duarte, sono invece guidati da Damiano Caruso, già passato professionista (come staiger) e capitano designato. Gli azzurri di Amadori sono squadra molto giovane, con due ’89, Ratto e soprattutto Diego Ulissi, abbonato all’iride tra gli juniores (due vittorie). Completano il quintetto Brambilla e Pagani che lavoreranno soprattutto prima del gran finale. Ad applaudire il gruppone azzurro anche Alfredo Martini, il "vero ct" come dice Franco Ballerini: il grande vecchio del ciclismo italiano è pronto a dare il suo parere, come sempre: ora si può davvero cominciare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 settembre 2009
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