La Francia riveste l’iride grazie a Romain Sicard

Il corridore basco-transalpino vince in fuga solitaria la corsa degli under 23. Era dal '97 che i "bleus" non vincevano un oro maschile ai Mondiali. Delude l'Italia, sul podio anche Colombia e Russia

Toh, chi si rivede, sua grandeur la Francia. In un momento durissimo del ciclismo bleu, la nazionale transalpina torna a festeggiare una maglia iridata maschile che mancava dal lontano 1997 quando Laurent Brochard e la sua chioma bionda stupirono tutti a San Sebastian. Il merito della Marsigliese sul podio di Mendrisio va a Romain Sicard, baby fenomeno basco di nazionalità francese (come il calciatore Lizarazu) capace di vincere tanto su pista quanto in salita.
Sicard è uno di quegli atleti che ha già avuto la possibilità di correre tra i professionisti (e qui il dibattito è aperto, se mantenere le categorie suddivise per età) con la piccola squadra Orbea centrando anche una vittoria nell’impegnativa corsa della “Subida al Naranco”. Ma forse il successo che più inquadra il nuovo campione iridato è quello al Tour de l’Avenir, la corsa a tappe d’Oltralpe, classico trampolino di lancio dei talenti emergenti. Nel 2010 sarà all’Euskatel e il successo di Mendrisio non può che rafforzare il suo ingaggio tra i pro.
 
Il 21enne ha vinto l’oro sulla salita dell’Acquafresca, un po’ come è accaduto a Tatiana Guderzo; a differenza della veneta però Sicard ha dovuto staccare in quel punto il solo olandese Kreder che era riuscito a resistergli in precedenza ma che nell’ultimo giro è stato poi riassorbito dal gruppo. Plotone dal quale sono emersi gli altri due corridori finiti sul podio ticinese: nell’ordine il colombiano Carlos Alberto Betancour e il russo Silin che hanno lasciato gli altri corridori tra le due salite e si sono giocati tra di loro il secondo posto. E anche in questo caso si parla di giovani molto interessanti: il sudamericano dà continuità al successo varesino del connazionale Duarte e conferma quanto di buono mostrato al Giro della Val d’Aosta dove si è aggiudicato la classifica scalatori; il russo proviene dalla stessa città di Pavel Tonkov e nel 2008 si era messo in luce chiudendo tra i primi dieci al Mondiale.
 
Prove di spessore che fanno purtroppo da contraltare con la corsa dell’Italia, anche in questo caso una delle nazionali di riferimento per l’intero plotone. In una gara molto nervosa, con qualche caduta e tanti tentativi esauritisi presto o tardi, la squadra di Amadori è parsa sempre subire quello che stava avvenendo sul circuito di Mendrisio. Bravo a un certo punto Gianluca Brambilla a inserirsi in un’azione importante con altri quattro atleti, anche se alle loro spalle è stata proprio l’Italia a muoversi facendo saltare la fuga. Poi quasi nulla, con il capitano Damiano Caruso che non deve avere molti santi in Paradiso, se è vero che fallisce per il secondo anno di fila nel giorno del proprio onomastico.Pazienza: la squadra azzurra contemplava due giovanissimi (Ratto e Ulissi, classe ’89) che saranno ancora protagonisti tra dodici mesi; c’è da augurarsi che l’esperienza sia servita. Intanto la Marsigliese finisce di risuonare sul podio: sembra un’immagine anni Ottanta, e invece è tutto in diretta: sua grandeur la Francia stavolta ha colpito davvero.

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Mondiali under 23 4 di 19

Campionati del mondo su strada – Mendrisio 2009
Prova su strada Under 23
Ordine di arrivo: 1) Romain Sicard (Fra) in 4h41’54"; 2) Carlos A. Betancur (Col) a 27"; 3) Egor Silin (Rus) s.t.; 4) Peter Kennaugh (Gbr) a 49"; 5) Jerome Baugnes (Bel) a 54"; 10) Damiano Caruso (Ita) a 1’33"; 31) Gianluca Brambilla (Ita) a 1’40".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 settembre 2009
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