La strada, specchio del territorio

Dal primo distributore di metano di Busto a nuovi centri commerciali che spuntano come funghi, fino ai traffici notturni della prostituzione, una visuale dell'Alto Milanese lungo la ex ss527 Bustese

Un nastro grigio scuro nella campagna: la linea della vita, per certi versi. Le strade sono da sempre luogo privilegiato di osservazione, e obbligato degli spostamenti. Intorno ad esse un mondo intero si evolve e cambia incessantemente. Non fa eccezione la ex ss527 Bustese, che da Oleggio raggiunge Monza attraversando fra ingorghi senza fine l’Alto Milanese – da Lonate fino a Saronno. Un asse portante spezzato in tronconi dagli attraversamenti cittadini, e che solo l’intercessione di Santa Rotonda e Santa Variante riescono qua e là riportare a piena funzionalità. Non è dato sapere se qualcuno sia sopravvissuto all’intero tragitto, considerato impresa folle a dispetto della distanza abbordabile. Solo percorrendone un breve tratto, vi abbiamo trovato riassunto visivamente il meglio e il peggio della nostra società.

Anche nelle più deserte giornate d’agosto il tratto dell’arteria Lonate e Busto Arsizio offriva qualche spunto d’osservazione. È un angolo di territorio al margine delle maggiori conurbazioni, immerso nella (ex) campagna, che presenta tutte le contraddizioni del decantato "modello lombardo": urbanistiche e amministrative. La strada, larga, ben tenuta e ammodernata negli anni con ampie rotonde, attraversa due volte il sempre più labile confine tra le province di Varese e di Milano: e si capisce sempre meno perchè Sacconago e Bienate, piuttosto che Castellanza e Legnano, debbano trovarsi in province diverse. Novità e permanenze vi si alternavano

Novità al distributore - Cartellonistica pubblicitaria deturpante e inutile a parte, intorno si vede ogni uso e abuso possibile del territorio. Tracce di progresso chiaro e definito, e altre di "progresso" pur "necessario" ma più discutibile negli esiti. Uscendo da Busto per la diritta via Amendola, superata la schiera di villette spuntate come un’ordinata piantagione di cemento dagli anni Novanta, si trova alla Ip un distributore già "famoso" perchè usato come set pubblicitario – nonchè ora dotato della prima pompa di metano attivo in città. È stato da poche settimane "inaugurato": indubbiamente un’utile novità. «Serviva sì» ci dicevano al distributore. «In zona ce ne sono ancora pochi: a Castano Primo, a Malpensa, a Castellanza, a Olgiate Olona». Intanto si comincia a creare una rete decente a beneficio di chi fa modificare il motore o compra auto ibride sfruttando le varie agevolazioni proposte dagli enti. Anche decidersi ad investire in una rete che offra un’alternativa alla benzina è un segno del XXI secolo che avanza.

Il commercio "ultimo modello"… - Imboccata la statale in direzione del Ticino si tocca la provincia milanese: Magnago e Vanzaghello, due fettine di territorio. Rotonde giganti sovrastate da fari da stadio, cavalcavia. Sotto, la ferrovia per Malpensa, altro segno di quell’ansia infrastrutturale di fine millennio culminate nel monumentale aeroporto, poi clamorosamente abbandonato da un’Alitalia che non l’aveva mai preso sul serio. La visuale si riapre sul rettilineo verso le cosiddette Quattro Strade. Siamo a Vanzaghello ma il paese con le sue casette ordinate è qualche chilometro a sud-ovest, quasi isolato dai labirintici svincoli della Malpensa-Boffalora. Qui è la zona industriale e commerciale. A sinistra capannoni in parte ancora vuoti, a destra una vasta estensione di terreno appena escavato e recintato che attira lo sguardo. Al canto estivo delle cicale sta subentrando quello di ruspe e martelli pneumatici. È in costruzione un centro commerciale della Bennet, già opportunamente piazzato su una rotonda preesistente, sul lato fra la statale e la ferrovia di Malpensa. Altro verde, sia pure malfrequentato, a quanto si dice, che se ne va per fare spazio ai templi dell’avere. Anzi, del dare. La catena, ancora assente nel Varesotto, lo "assedia" da sud, quasi a corteggiarlo: un punto vendita a Legnano, uno a Vanzaghello (il cartello dei lavori lo dà in consegna a luglio 2010). È la "guerra" del commercio, a colpi di "qui mi ci metto io", che prosegue inesausta anche in tempi di crisi: Esselunghe di qua e di là dai confini provinciali (Olgiate, Castellanza, Legnano, Gallarate…), Auchan che troneggiano su megaparcheggi strapieni, Iper che si fanno ammirare dall’alto di cavalcavia, Giganti di nome e di fatto: tutti che presidiano il territorio come castelli di un nuovo feudalesimo non più del servo della gleba, bensì del cliente, non più dell’estrazione di forza lavoro bensì di denaro dai portafogli. I Comuni ridotti alla disperazione dal tracollo dei trasferimenti pubblici intanto suonano come registratori di cassa alla prospettiva degli oneri di urbanizzazione. La progettazione del territorio è spesso di fatto assoggettata al centro commerciale di turno, o da esso condizionata. La cascata di soldi, asfalto e cemento azzittisce anche la sparuta pattuglia di ambientalisti che ancora si ostinano a denunciare il consumo di territorio, bene non rinnovabile e che nessuno s’aspetta di ritrovare pristino e verde quando l’ipermercato sarà ormai un’anticaglia.

…e quello "più antico del mondo" - La notte, poi, è un altro fiorente genere di commercio a tenere banco su questi rettilinei, e a maggior ragione sulle rotonde: quello di carne umana. Le ordinanze dell’indignato sindaco di Lonate Pozzolo contro la prostituzione forse a qualcosa sono servite: a "spalmarla" di nuovo lungo tutto l’asse, nei Comuni vicini. Del resto già decenni fa "le Quattro Strade", l’incrocio a monte di Vanzaghello, erano un sinonimo ben noto. Non la sostanza, ché quella resta, ma la nazionalità delle protagoniste è cambiata: più giovani che in passato, e perlopiù rumene o comunque dell’Est. La notte stop di auto si accendono di colpo, mise audaci o semplicemente volgari mettono in mostra sfrontatamente la mercanzia. La discrezione è assicurata dall’ora (in teoria), i prezzi sono modici. Si ride, si scherza, si contratta. Uomini tristi e soli in cerca di un attimo d’amore a pagamento con donne sole e tristi in cerca di denaro per rifarsi una vita. Forse. Lo spirito imprenditoriale è salvo, la strada è sempre chiave di ogni commercio, decoroso o meno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2009
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