Lavoratori precari: accordo Formigoni-Gelmini. Critiche le opposizioni

Con 15 milioni di euro, la Regione sosterrà lo stipendio di chi ha perso la cattedra dopo aver avuto incarico annuale. Escluse le supplenze brevi

Quindici milioni per sostenere il reddito degli insegnanti precari. È il frutto dell’accordo tra Roberto Formigoni e il Ministro Gelmini per sostenere il reddito di quanti hanno perso il posto di lavoro.
In base all’accordo, chi ha lavorato, nel 2008-2009, con incarico annuale non rinnovato e ha perso il posto, sarà impiegato almeno quattro ore al giorno in progetti di recupero, reinserimento e integrazione degli studenti stranieri e di quelli a rischio di dispersione. Potrà inoltre svolgere supplenze «brevi e saltuarie» nella scuola di assegnazione.
I lavoratori interessati in Lombardia sono 1.500 – 2.000, circa un decimo dei 20mila assunti a tempo indeterminato. Per loro, si dovrebbe riuscire a mettere insieme uno stipendio completo, sommando il sussidio di disoccupazione. Inoltre verranno riconosciuti 12 punti in graduatoria, come per la supplenza annuale. L´accordo, però, vale solo per quest´anno. «Lavoriamo perché tra dodici mesi ci siano solo gli insegnanti necessari in base al fabbisogno, e non di più» sostiene Formigoni.
 
Fuori dall’accordo i precari che nel 2008-2009 non hanno avuto l´incarico annuale. Il motivo è che loro dovrebbero avere meno difficoltà a trovare supplenze brevi senza la concorrenza dei duemila "perdenti posto".
 
Decisamente negativo il giudizio del capogruppo in Consiglio regionale di Prc-Se Luciano Muhlbauer: «L’intesa Formigoni-Gelmini conferma in pieno il licenziamento di massa degli insegnanti precari nella scuola pubblica. Infatti, tutti gli esuberi previsti dalla legge 133 e dai piani del Ministro Gelmini per l’anno scolastico 2009/2010 sono confermati e l’unico fatto nuovo consiste in un’integrazione al sussidio di disoccupazione per gli insegnanti e Ata che finora avevano un contratto annuale, fino a raggiungere la cifra del 100% dello stipendio, con l’impegno di dover svolgere in cambio attività di formazione ancora da definire, qualitativamente e quantitativamente, in istituti scolastici o nella formazione professionale.  A tutto questo si aggiunge che questo accordo e i relativi stanziamenti riguardano soltanto l’anno scolastico 2009/2010, mentre nulla si dice sull’avvenire. E questo fatto è particolarmente significativo e preoccupante, poiché il grosso dei tagli e degli esuberi previsti dalla legge 133 è programmato per i due anni scolastici successivi.
Negativo anche il commento di Mario Agostinelli capogruppo regionale Sinistra Unaltralombardia: «I tagli operati dal Ministro Gelmini sottraggono ogni prospettiva di stabilità ai docenti e danneggiano la scuola pubblica, con pesanti ricadute anche su alunni e famiglie. E ora Formigoni arriva con un accordo che dà una risposta – peraltro parziale – sul piano della copertura del reddito, ma che neppure lontanamente affronta il problema dei tanti docenti e non docenti che resteranno disoccupati.  In questi giorni, in tutto il Paese, i precari non stanno chiedendo assistenza, ma continuità lavorativa, per una scuola di qualità. Appoggiamo la loro lotta per l’assunzione e ci dissociamo dall’utilizzo strumentale che oggi Formigoni fa delle loro rivendicazioni”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 settembre 2009
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