“Manca la cultura o mancano le ciclabili?”

Legambiente solleva la questione delle piste destinate alle bici: "Altro che mancanza di cultura delle due ruote, i gallaratesi non usano la bici perchè non esistono collegamenti tra centro e rioni".




Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Legambiente sulle ciclabili di Gallarate. Alla rete gallaratese Varesenews ha dedicato anche una tappa del viaggio sulle ciclabili della provincia.

Di ritorno dalle ferie, dalla lettura dei giornali, ho tra l’altro preso visione di alcuni articoli aventi per oggetto la viabilità ciclo-pedonale, in cui il coordinatore locale del Partito Democratico Giovanni Piagnataro, dopo avere evidenziato l’inadeguatezza del sistema ciclo-pedonale e quindi la necessità di potenziare e migliorare le reti cittadine, ha lanciato la proposta di una pedalata cittadina. 

L’Assessore ai LL.PP., Ambiente e Verde urbano, Martucci, respingeva le critiche nonché l’invito a partecipare al “giro in bicicletta”, concludendo che a Gallarate manca la “cultura della bicicletta” e addirittura dicendosi pronto a “sfidare chiunque a dimostrare il contrario”. 

Egregio Assessore, riteniamo che, caso mai, dovrebbe essere lei a dimostrare la veridicità di quanto va affermando e lanciando sfide. 

Da parte nostra vorremmo segnalare che molti, moltissimi cittadini si rivolgono alla nostra Associazione lamentando la carenza e l’insufficienza delle piste ciclabili in città, con conseguente difficoltà e disappunto per non poter usare la bicicletta come mezzo di trasporto.

Come viceversa avviene nelle città e nei paesi vicini. 

Secondo lei non sarebbe davvero “curioso” che proprio a Gallarate si siano concentrati tutti i cittadini “pigri” e “i nemici della bicicletta” o “senza cultura”, come dice lei?

Ora non le viene il dubbio che la colpa di ciò sia da ascrivere magari all’insufficienza delle condizioni delle reti cittadine. 

E’ sotto gli occhi di tutti la mancanza di un “sistema” di piste ciclabili e/o di corsie riservate alle bici.

Non c’è infatti nessun percorso (nessuno, diciamo, e sfidiamo lei a dimostrare il contrario) che consenta di attraversare la città o di raggiungere il centro dai vari rioni o, anche di raggiungere, partendo da Gallarate.

Né esiste un sistema di collegamento con il sistema di piste ciclabili extra-urbano (ad esempio quello più importante e vicino del Parco del Ticino).  

Esistono tanti (o pochi) spezzoni di piste ciclopedonali. Non certo una rete di piste ciclabili. 

Allora dove sta la “mancanza di cultura”? Nei cittadini o negli Amministratori? 

Se l’Amministrazione comunale avesse a cuore il problema avrebbe già da tempo provveduto a redigere (ed applicare) un Piano (o progetto) della viabilità delle piste ciclabili.

In effetti un Piano c’è: l’Assessore, lo riconosciamo, lo ha tirato fuori dai polverosi cassetti dell’Ufficio tecnico, dove giaceva dimenticato da oltre 5 anni, ma dove sembra sia stato riposto dopo una sporadica presentazione nello scorso mese di giugno.

Ovviamente nessuno in questi anni, né privati né pubblica amministrazione, ha fatto riferimento a quel piano. 

Nel frattempo la città è cresciuta, sull’onda di Piani Integrati, Piani di lottizzazione, varianti, ecc. fatte ad uso e consumo dei grandi proprietari immobiliari e non sulla base di un disegno programmatico. Lo stesso P.G.T. (Piano di Governo del Territorio) di cui si parla da oltre 3 anni, presentato in tutta fretta a fine 2008 / inizio 2009, giace anch’esso negli uffici.

La città dicevamo è cresciuta (o meglio si è saturata) di edifici senza che il sistema di rete ciclabile sia stato neppure immaginato.

Lei Assessore ha poi aggiunto, rispetto alla costruzione delle piste ciclabili, che “Le facciamo dove possibile” ciò sembra inapplicabile laddove prevalgono altri interessi ed altre esigenze di tipo “economico”.

Vogliamo citare alcuni esempi eclatanti:

Viale Lombardia (ristrutturato per l’insediamento commerciale del “Fare”)

Via Venegoni (insediamento Esselunga)

P.zza Risorgimento (idem c.s.)

Tutti interventi dove lo spazio (non poco) disponibile è stato sacrificato alle “esigenze viabilistiche” dimenticando del tutto le esigenze dei percorsi ciclo-pedonali. 

E’ proprio in Piazza Risorgimento abbiamo avuto purtroppo la conferma di quanto andiamo dicendo. 

Un ciclista (che assiduamente si ostinava a credere nella possibilità di circolare sulle due ruote) ci ha lasciato la vita. Forse per questo che i ciclisti a Gallarate sono così pochi.

Del resto la sicurezza delle “ciclabili”  cittadine lascia a desiderare.

Laddove esistono, si tratta di “tratti” con soluzione di continuità del tutto riservati alle bici che, nei tratti dove si interrompono, sono costretti ad usufruire della sede stradale riservata alle auto (vedasi le due immagini di Via Carlo Noè e Via Lombardia).

Assessore, lei usa spesso la bicicletta? (in Gallarate, si intende).

Se si, non si è accorto di quanto le cose non funzionino?

E se no, lo verifichi direttamente, magari partecipando al giro in bicicletta, proposto dal coordinatore del PD.

Legambiente Gallarate

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 settembre 2009
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