«Mi lascio guidare dal pennello che è come se acquistasse autonomia»

I paesaggi raffinati di Marcello Carlotto alla duet art gallery

La galleria duet art apre la stagione espositiva con la mostra di Marcello Carlotto a cura di Licia Spagnesi che spiega come l’artista prediliga «Il confronto con un singolo soggetto, col quale intreccia un dialogo intimo e sussurrato in quadri che sono opere da meditazione. Con calore e nitidezza di sguardo, con tocco lieve e profondità di sentimento, compone opera dopo opera un diario geloso, un giornale di bordo in cui registra impressioni, ricordi ed emozioni dei suoi viaggi, dall’Italia alla Francia all’Islanda. Nella convinzione che fissare una scena tagliando via tutto il resto, l’inutile chiacchiera della vita, il brusio delle cose apparenti, conduca a una qualche forma di purezza mentale, l’artista si sofferma su dettagli che a prima vista possono sembrare banali o insignificanti – come la tazzina posata sul davanzale di una finestra o la coperta lasciata sullo schienale di una poltrona in un interno borghese – per svelarne la perfezione e sottrarli allo scorrere del tempo».




In mostra i nuovissimi paesaggi  dove il soggetto è sempre scelto guardando a luoghi silenziosi e appartati, guardati e riguardati a lungo. A casa, dopo aver lasciato decantare ricordi e impressioni, con una pittura che conosce la pazienza e l’ossessione, la furia e la meraviglia dell’attesa, ricostruisce insospettate oasi di pace. «Arriva a utilizzare trenta tonalità diverse di verde – come spiega la curatrice –  per trasferire sulla tela tutta la radiosa pienezza di una giornata trascorsa nei boschi, il cui fogliame cattura la luce in ogni direzione; o il verde fondo che avvolge col suo fresco abbraccio una strada, metafora del viaggio, dello scorrere del tempo, della ricerca della verità o della felicità. Racconta di foreste impenetrabili in cui smarrirsi o di angoli di paradiso in cui ritrovarsi in armonia con se stessi; di foglie da cui germoglia la vita in primavera e foglie ancora stillanti umori, cadute al suolo come lacrime»

«Mi lascio guidare dal pennello che è come se acquistasse autonomia – dice Carlotto – Finché non ho dipinto l’ultima fronda, l’ultima fogliolina, non so quale sarà l’aspetto definitivo del mio quadro». 

MARCELLO CARLOTTO
RIFUGI
a cura di Licia Spagnesi
duet gallery
vicolo santa chiara 4 / via griffi 3 / 21100 varese
tel. +39 0332 231003
12 settembre – 3 ottobre 2009
www.duetart.com   info@duetart.com
Inaugurazione 12 settembre 2009 ore 18.30




di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 settembre 2009
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