Mister Ignis diventa fiction per Mediaset

Il regista Renzo Martinelli, che ha appena realizzato il kolossal su Alberto da Giussano, vuole girare un film dal libro di Gianni Spartà su Giovanni Borghi: “Uomo simbolo del boom economico”. Nei commenti suggerite l'attore ideale

Da garzone nel negozietto del padre a Milano a fondatore e padrone della Ignis, tra i maggiori protagonisti del miracolo economico degli anni ’50 e ’60. Una storia che non poteva non attrarre la televisione che di biografie su grandi personaggi è ormai piena da qualche anno. L’interessamento al libro scritto dal giornalista Gianni Spartà, dal titolo “Mister Ignis. Giovanni Borghi: un sogno americano nell’Italia del Miracolo”, edito dagli Oscar Mondadori, ha incontrato il favore di un regista che dei valori culturali locali ne ha fatto anche un’ideologia. Si tratta di Renzo Martinelli, autore di pellicole kolossal italiane come Vajont, Piazza delle cinque lune e il recente Carnera, trasmesso anche in tv in due puntate.
Martinelli sta per uscire nelle sale cinematografiche con un nuovo film, Barbarossa, un altro kolossal da quasi 20 milioni di euro sulla storica battaglia di Legnano, dove Alberto da Giussano sconfisse Barbarossa. Film che la Lega Nord, ancor prima dell’uscita prevista per il 9 ottobre, ha già annunciato essere il proprio “Braveheart”.
 
Martinelli sembra comunque infaticabile e già pensa di portare sul piccolo schermo la storia del varesino Borghi (anche se milanese di nascita) che ha fatto la storia del territorio. «Mi hanno dato il libro di Spartà e materiale ce n’è in abbondanza – spiega Martinelli -, con un passato imprenditoriale, sportivo e soprattutto umano, molto importante. È un uomo che rappresenta valori forti. In un contesto come il nostro, in cui negli ultimi anni sono state prodotte fiction su personaggi anche discutibili, Giovanni Borghi merita sicuramente di essere raccontato».
L’idea è stata proposta alla produzione di Mediaset che ora dovrà valutare se finanziare il progetto. La realizzazione del film in due puntate destinato alla televisione dipenderà tutto da questa decisione.
«Il discorso di questo film parte in generale – aggiunge il regista -. Riguarda l’idea di decentrare la produzione di cinema e fiction da Roma, dai film scritti e interpretati in romano anche se si svolgono in Friuli. Per questo puntiamo molto sulla scuola che, con il sostegno di Umberto Bossi, vogliamo realizzare alla Manifattura Tabacchi a Milano, ovvero un centro di formazione con persone altamente qualificate. Vogliamo far crescere queste persone professionalmente con nuovi progetti legati al territorio e il film su Borghi sarebbe uno dei primi lavori con questo intento. La scuola si chiamerà appunto “La bottega del cinema” e il senatur si sta spendendo molto su questa proposta».
 
Recentemente Martinelli è stato criticato per le sue ultime opere che sarebbero vicine a ideali soprattutto della Lega Nord, come Barbarossa o l’ultimo Mercante di pietre. Accuse che rasentano anche l’idea di propaganda. «Io ho fatto un film come Barbarossa in assoluta libertà, senza alcuna interferenza politica – chiarisce il regista respingendo l’accusa -. Faccio i film che mi piace fare, senza nessuna ingerenza. Trovo queste accuse assolutamente ridicole. La mia filmografia parla da sola: Porzus e Vajont penso parlino da soli, con ideologie diverse, affrontano temi che non hanno nulla a che vedere con questa affiliazione con Lega Nord che mi viene attribuita». 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2009
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