Muore il “Teatro di Varese”, nasce quello dell’Insubria

Dopo otto anni di attività l’Apollonio sceglie la via del teatro stabile. Fondata una nuova associazione che ne gestirà le attività. Nuovo sponsor è la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza

Dopo otto anni il  teatro “Apollonio” di Varese si prepara a un cambio importante: chiude la “Teatro di Varese” srl, che ne gestiva le attività, e nasce l’associazione “Teatro stabile d’Insubria” in cui confluiranno tutti quei soggetti, istituzioni e privati, interessati ad un progetto di produzione teatrale del territorio. Lo sguardo di Filippo De Sanctis, attuale direttore dell’Apollonio e presidente della neonata associazione, punta diretto al suo dirimpettaio, lo stabile dell’ex caserma Garibaldi, di proprietà del Comune, dove dovrebbe sorgere il nuovo teatro di Varese, quello in muratura. «Questo cambiamento – spiega De Sanctis – nasce da una riflessione imposta sia dalle spinte provenienti dai diversi interpreti della vita culturale locale, sia dalla necessità di mettere a frutto le esperienze maturate nel lavoro fino a oggi. Un teatro stabile, quindi, che rappresenti l’intera area insubre, per offrire al territorio importanti possibilità di sviluppo. È un percorso ambizioso che ha già fatto scattare qualche malumore in altre realtà».
Il malumore, a cui accenna De Sanctis, riguarda i soggetti che già usufruiscono dei contributi pubblici, erogati dal ministero dei Beni e delle attività culturali, e riservati ai teatri stabili. Quello varesino sarebbe il quinto della Lombardia. I concorrenti dell’Apollonio possono, comunque, dormire sonni tranquilli, in quanto il percorso per ottenere il riconoscimento è molto lungo e complesso. «Varese è anomala – aggiunge Gianmario Longoni, patron dello Smeraldo di Milano e consulente del teatro Apollonio- perché fa una scelta in controtendenza, perché l’economia oggi trascura i valori stabili della cultura».
L’altra grande novità per il teatro di piazza Repubblica è l’entrata di un nuovo sponsor importante non del territorio: la Cariparma, banca controllata per il 75 per cento dal Credit Agricole (seconda banca europea). Il suo ruolo potrebbe andare oltre il semplice contributo per la stagione teatrale 2009-2010. All’orizzonte, infatti, c’è la costruzione del nuovo teatro e la Cariparma potrebbe essere interessata a giocare un ruolo soprattutto in quella partita, anche se sui tempi e i vari passaggi per la realizzazione della struttura ci sono più incertezze che sicurezze. Attilio Fontana, sindaco di Varese, fa sapere che l’amministrazione è in attesa del piano di fattibilità del Politecnico di Milano, relazione che doveva essere consegnata a luglio e non ancora arrivata a Palazzo Estense. «Se arriva in tempi brevi – conclude Fontana – mi piacerebbe lanciare la gara d’appalto all’inizio del nuovo anno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2009
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