Otto ore di interrogatorio per Fabio Lai

Il giovane bustese-luganese ascoltato a lungo dal procuratore pubblico Pagani sulle circostanze della rissa che cha portato alla morte di Giuseppe Fera. Per l'autopsia, fatale è stata la caduta di testa sul marciapiede dopo il pugno sferrato da Lai

Otto ore. Tanto è durato martedì l’interrogatorio di  Fabio Lai, il 28enne residente a Busto Arsizio ma in realtà domiciliato a Lugano, dove lavorava durante la settimana come cameriere o PR per locali, e che è stato arrestato una settimana fa per la morte di Giuseppe Fera. L’uomo si era spento dopo due giorni di agonia per aver battuto la testa sul marciapiede dopo che Lai l’aveva colpito con un pugno al culmine di una accesa lite avvenuta in via Peri a Lugano, la notte di sabato 29 agosto. Il magistrato luganese, il procuratore pubblico Andrea Pagani, ha interrogato Lai, accusato di omicidio intenzionale subordinatamente colposo (in Italia il capo d’imputazione sarebbe stato di omicidio preterintenzionale), per chiarire appieno le esatte circostanze del fatto, che potrebbero giocare un ruolo determinante nell’alleggerire o aggravare la posizione del giovane. L’autopsia della vittima ha frattanto chiarito in modo inequivocabile che a causare la morte di Giuseppe Fera è stata la frattura della base cranica conseguente all’urto con il cordolo del marciapiede.

Secondo quanto riportano fonti giornalistiche ticinesi, Fabio Lai, che non è di origini calabresi come erroneamente si era scritto in un primo momento, prima di trasferirsi a Busto Arsizio, dove risiedeva non lontano da piazzale Crespi, aveva vissuto per anni nel centro Italia. Mentre a Lugano come a Busto Arsizio nulla risultava sul suo conto, altrove il suo nome non era ignoto agli schedari delle forze dell’ordine, per alcuni precedenti giudiziari. L’inchiesta prosegue intanto nel massimo riserbo da parte tanto della magistratura elvetica, quanto della stessa difesa di Lai, che resta confinato nella sua cella nel carcere della Farera.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 settembre 2009
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