Pubblica amministrazione, la sfida di Gabriella Alemanno

Incontro con il Direttore dell’Agenzia del Territorio nell'ambito degli incontri promossi dal Centro di Ricerche sulla Complessità

Gestire la complessità e provocare il cambiamento in un settore che non manca di criticità, quale è quello della Pubblica Amministrazione: questa la sfida di Gabriella Alemanno, Direttore dell’Agenzia del Territorio, ospite alla Liuc dell’ultimo Workshop del Centro di Ricerche sulla Complessità (CeRiCo). Dopo la laurea in Giurisprudenza, Gabriella Alemanno ha intrapreso una lunga carriera nella pubblica amministrazione, passando dagli uffici periferici dell’Amministrazione finanziaria di Milano e di Rimini al Dipartimento delle Entrate, alla scuola tributaria "Ezio Vanoni”, al SECIT, all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. «Da subito, nella mia carriera – ha detto – mi sono trovata a confrontarmi con una complessità di genere, ovvero il mio essere donna in un mondo spesso dominato da meccanismi di cooptazione molto maschili: in realtà ritengo che le donne siano particolarmente adatte a ricoprire ruoli di responsabilità perché in possesso di caratteristiche quali la tendenza all’armonia e la maggiore forza decisionale».
Una brillante carriera che l’ha portata oggi a dirigere l’Agenzia del Territorio, un ente nato nel 2001 all’interno della riforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze e costituito da 8 Direzioni Centrali che hanno sede a Roma, da 15 Direzioni Regionali e da 103 Uffici Provinciali, per un totale di circa 10.000 dipendenti, che garantiscono una capillare presenza su tutto il territorio nazionale. La mission dell’Agenzia del Territorio è quella di assicurare al cittadino e ai professionisti, alle pubbliche amministrazioni, agli enti pubblici e privati, una corretta ed efficace gestione dell’anagrafe dei beni immobiliari attraverso l’offerta di servizi relativi al catasto, alla pubblicità  immobiliare ed alla cartografia.                                                   
 «All’interno dell’Agenzia – racconta Gabriella Alemanno – ho rilevato una sostanziale contraddizione: da un lato sono stati fatti grossi sforzi negli ultimi anni rispetto all’informatizzazione, fino a trasformare il sito internet dell’ente in un vero e proprio ufficio virtuale; d’altro canto, però, la gestione della struttura risultava in parte arretrata, in particolare con una certa disattenzione per gli ambienti e per le problematiche del personale».                                         
Il nuovo corso, con Gabriella Alemanno, ha dunque portato da subito a invertire la rotta: «Voglio far comprendere che se è vero che le azioni implicano delle responsabilità e dunque bisogna essere oculati nelle spese, dall’altro anche un comportamento omissivo porta delle conseguenze ben precise. Dunque, si può e si deve spendere: i miei interventi hanno riguardato la qualità degli ambienti di lavoro ma anche la comunicazione, che può rappresentare una linea strategica nonché una leva per lo sviluppo. Ad esempio, il grande lavoro fatto per informatizzare i servizi deve essere reso noto agli utenti. Sto cercando, in sostanza, di ridare equilibrio ad un sistema complesso, che non merita di continuare ad essere visto come una realtà grigia e polverosa».
L’incontro si colloca nell’ambito del ciclo di appuntamenti promossi dal CeRiCo (Centro Ricerche sulla Complessità), diretto dal professor Giuseppe Scifo, con obiettivi scientifici diretti alla realizzazione di ricerche sul campo, allo sviluppo di attività formative e all’individuazione di nuove modalità di gestione delle imprese.      

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2009
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