Quella vignetta non s’ha da fare

Un lettore ritiene oltraggiosa l’opinione raffigurata dal disegno di Gaspare Morgione, che replica: “Non scherzo coi morti, ma coi vivi, con chi fa le leggi”

Un leghista arrabbiato che decreta ad un incredulo ascoltatore: “E i morti dovranno rispondere di tentata immigrazione clandestina”. La vignetta contiene – naturalmente, come tutte le espressioni satiriche – una critica, anche forte, ma che ha l’obiettivo di far discutere su un tema di interesse pubblico. In questo caso la critica si rivolge anche alla recente disciplina sull’immigrazione clandestina (con il "pacchetto sicurezza", approvato dal Parlamento a luglio ed entrato in vigore l’8 agosto scorso), tornata alla ribalta col caso dei migranti morti nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia (ac.). Ecco l’opinione del lettore.
 
Chiedo scusa ma non ho resistito – scrive il lettore Marco Chini. Ho visto la vignetta oggi al rientro delle vacanze e le chiedo gentilmente di toglierla. Sono cattolico e purtroppo per alcuni anche elettore leghista. Non condivido gli atteggiamenti di alcuni leghisti (Calderoli per primo) e spesso ho manifestato il mio disappunto anche al giornale ed alla radio Padania.
Ma non potete scherzare su un argomento così tragico come se la colpa degli annegamenti di clandestini sia dei leghisti. Ho fatto il viaggio di nozze 11 anni fa in Australia e li se dopo 3 mesi non hai lavoro vieni cacciato senza poter tornare indietro. Sono assassini anche gli Australiani o tutti gli stati che si difendono dall’immigrazione
clandestina che va da alimentare la delinquenza? Non sarebbe più semplice anziché costruire carceri per i calndestini, aiutarli a casa loro?
 
Questa la risposta di Gaspare Morgione
 
“Cominciamo dal vocabolario (Devoto-Oli), caro Marco Chini, che alla voce “cattolico” dice: universale, attributo della Chiesa apostolica e – mi dispiace per lei – romana. Lei invece è un leghista e come tale non in linea con l’insegnamento e le direttive della Chiesa romana in materia di immigrazione. Potrà sentirsi  in regola solo quando Bossi, d’intesa col cristianone Borghezio, deciderà di fondare la Chiesa padana. Dalla quale, come primo atto, si dovrà decretare l’espulsione di Gesù Cristo, reo di non essere lombardo e di istigare i suoi seguaci ad amare il prossimo senza alcuna distinzione, né di razza né di ceto né di sesso.
Concludo – risponde il giornalista – dicendo che io non scherzo con i morti, ma con i vivi, perché le leggi, umane e disumane, le fanno i vivi. E non chieda di togliere la vignetta se non vuol fare la figura di essere anche antidemocratico. Non le basta dire che non le piace?”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 settembre 2009
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