Renzo Bossi: “Faccio politica solo per gli ideali”

Il figlio del senatur parla per la prima volta dopo il caso Facebook: smentisce di avere incarichi pagati e conferma che sta valutando se andare a studiare in Inghilterra

Renzo Bossi parla del suo futuro: forse andrà in Inghilterra«Faccio politica gratis, prendo il treno per Roma e lo pago io, e non ho alcun incarico pagato dai cittadini». Renzo Bossi si apre con i giornalisti, ed è la prima volta che esterna, dopo la polemica estiva sul gioco anti-clandestini di Facebook. Si è presentato alla segreteria provinciale di Varese, per sostenere un nuovo sindacato padano dei venditori ambulanti. E pensa al futuro.
E’ vero che andrà in Inghilterra?
«E’ possibile, ma ci sto ancora pensando, non ho deciso. Di certo studierei economia, forse a Londra, potrebbe essere una opportunità».
Tante polemiche per i suoi incarichi politici, ma quanti ne ha?
«Nessuno, lo giuro, chi lo scrive non sa di cosa parla. La notizia che prenderei 12mila euro per fare l’assistente parlamentare di Speroni è totalmente falsa e anche nell’osservatorio dell’expo non ho alcun ruolo. Il mio lavoro oggi è quello di team manager della nazionale Padania, e poi ho messo in piedi una mia associazione che si chiama Aditer, associazione delle imprese del territorio, cerchiamo di aiutarle a promuoversi e il 12 ottobre organizzeremo un convegno a Milano sui fondi europei; io stesso ho firmato molte domande di fondi per diverse imprese, questo è oggi il mio lavoro».
Ma i giornali…
«I giornali scrivono cose false, come nella storia di Facebook se proprio volete saperlo, quel gioco sui clandestini non l’ho fatto io, anche se chi l’ha visto può dirlo, se è razzismo quello…».
La politica è sempre al centro.
«Io sto in giro tutto il giorno, e lo faccio perché ci credo, vado a Milano, vado a Roma, prendo il treno e me lo pago io, seguo le sessioni parlamentari, mi informo, so che a qualcuno potrà sembrare impossibile, ma c’è ancora chi fa politica per un ideale, come me».
A proposito, ha anche incontrato il cardinale Bertone
«Sì, certo, ma sul cardinale è no comment».
Renzo Bossi parla del suo futuro: forse andrà in InghilterraDi quali temi politici si occupa?
«Per esempio mi piacerebbe presentare una proposta per aiutare le imprese ad avere aiuti dalla banche, un tema importantissimo per le nostre aziende. Le banche devono stare vicine al territorio, e infatti sono spesso quelle più piccole che capiscono meglio le esigenze degli imprenditori. Anche io, vi potrà sembrare strano, ma il conto non ce l’ho in un grande gruppo, bensì nella Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, perché è più facile avere un rapporto diretto».
Dialetti, Padania, tricolore, che ne pensa?
«i sento padano, il tricolore per me non rappresenta una cosa importante, l’Italia è un paese dove a un certo punto è arrivato un potere che ha detto: da oggi siete tutti italiani. Ma, invece, questo paese è bello perchè ci sono i territori, i dialetti. Se andate a Napoli, sentirete che i cantanti usano proprio il dialetto. E in effetti ci sono canzoni napoletane bellissime. Se invece qualche cantante lo usa qua da noi, è subito emarginato”»
Che progetti ha per la nazionale padana?
«La Padania va bene, siamo sesti nella classifica mondiale delle nazionali non riconosciute, che mette insieme circa duecento squadre. L’anno prossimo saremo a Gozo per i mondiali, nel frattempo stiamo organizzando alcune partite con le migliori squadre, qui in Padania».
Che giocatore le piacerebbe portare nella sua squadra?
«Mah…Bonera del Milan».

I dieci minuti di chiacchierata in via Magenta, si concludono con  gli uomini della segreteria provinciale che gli fanno da cordone di sicurezza. Renzo deve andare a Milano per delle riunioni e si congeda. Strette di mano, bicchiere di vino e salame, per festeggiare la nascita del gruppo degli ambulanti padani tenuta a battesimo proprio dal giovane leader.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 settembre 2009
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