Rimborsi per l’alluvione, le domande di Mirabelli

Il consigliere comunale del Pd chiede una serie di ragguagli al sindaco sull'ammontare dei danni e sul rischio idrogeologico

Il consigliere comunale del Pd Fabrizio Mirabelli entra con un’interrogazione nella questione dei rimborsi per i danni subiti dall’alluvione che il 15 luglio scorso mise in ginocchio la città. Ecco il testo dell’interrogazione.

Premesso che, mercoledì 15 luglio, tra le 7.30 e le 9, cadde su Varese, con una furia violenta e devastante, tant’acqua quanta, normalmente, ne cade in un mese;

considerato che, la nostra città è stata colpita duramente con argini rotti, esondazioni, allagamenti di edifici pubblici, negozi, abitazioni private e strade, box e cantine sommerse, frane, traffico in tilt, ferrovie ferme, telefoni a singhiozzo, black out elettrici, fango, detriti e disagi ovunque;

dato che, il governo dichiarò lo stato di emergenza per calamità naturale;

visto che i danni dovrebbero ammontare a circa 30 milioni di euro, di cui circa 15 per beni pubblici e circa 15 per beni privati chiede al Sindaco e alla Giunta

se non ritengano opportuno sollecitare il governo affinché i rimborsi vengano erogati al più presto possibile;

 

se sia vero che le opere in via Arese, via Adige e via Mulini Grassi sono ferme perché mancano le risorse necessarie, causando grossi problemi alla viabilità;

 

se sia vero che molti cittadini, negozi e imprese che hanno lamentato danni considerevoli rischiano di non essere rimborsati;

 

quante risorse il Governo intenda erogare in proposito;

 

quando saranno disponibili;

 

se, ora, il tratto di tangenziale di nord-est inaugurato in occasione dei Mondiali di ciclismo, che era stato temporaneamente chiuso a causa di una grossa frana, sia sicuro;

 

cosa sia stato fatto per rivedere l’intera regimentazione del fiume Olona;

 

se non ritengano importante provvedere direttamente o sollecitare chi di competenza affinché l’alveo dei torrenti Vellone e Valle Luna sia pulito più spesso di quanto non sia accaduto finora;

 

se abbiano verificato che le opere di riassetto idrogeologico presso la Roggia Nuova siano state eseguite a regola d’arte;

 

se non ritengano indispensabile stanziare a bilancio più fondi affinché i circa 10.000 tombini cittadini vengano puliti almeno una volta all’anno, cosa che, purtroppo, attualmente non avviene.

 

se abbiano verificato i motivi per cui si sono allagati molti edifici pubblici come Palazzo Estense, Tribunale, castello di Masnago, museo Bertoni, palasport, palaghiaccio;

 

se abbiano intenzione di fare qualcosa per sollecitare la creazione da parte della provincia di un’apposita struttura di sorveglianza metereologica che, raccogliendo la documentazione inerente ad episodi simili già accaduti in passato, sia in grado di predisporre le più opportune azioni di prevenzione a livello provinciale.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 settembre 2009
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