Settanta ovuli nella pancia, arrestato un trafficante a Malpensa

L'uomo è piantonato in ospedale a Gallarate in attesa di espellere circa 7/8 grammi di cocaina. Anche un omonimo dell'arrestato è stato perquisito e controllato, ma nella valigia aveva solo cibo africano

Sette/ottocento grammi di cocaina nella pancia. L’ennesimo ovulatore è stato fermato all’aeroporto di Malpensa dai carabinieri della compagnia di Gallarate coadiuvati dal nucleo operativo dello scalo della brughiera (nella foto il tenente Edoardo Comandè e il capitano Michele Lastella). Il trafficante è un senegalese nato nel 1971, residente a Ravenna, incensurato: è stato bloccato dopo essere atterrato da un volo proveniente da Dakar. I militari sono arrivati a lui dopo due mesi di indagini e informazioni raccolte sia nel Gallaratese sia a Milano: gli è stata perquisita la valigia e poi le radiografie hanno scoperto gli ovuli all’interno del suo corpo. L’uomo è stato portato in ospedale a Gallarate dove è piantonato in attesa di espellere i circa 70 ovuli (ogni contenitore può tenere fino a dieci grammi di cocaina) che ha ingerito per trasportare la droga nel nostro Paese. Quello degli ovulatori è un fenomeno sempre più diffuso: sono uomini e donne che per poche migliaia di euro (dai mille fino a 3-4 mila a seconda della quantità di stupefacente ingerito) rischiano la vita per trasportare droga. La “nuova” frontiera è proprio quella dell’Africa Occidentale: i trafficanti arrivano da Sierra leone, Nigeria, Senegal e Ghana con la pancia, lo stomaco e l’intestino pieno di ovuli contenenti cocaina. Insieme al Sudamerica e al Nord Africa (dal Marocco via Spagna) è la costa Ovest del Continente Nero il maggior rifornitore di stupefacenti dell’Europa. Infine una curiosità: sul volo proveniente da Dakar c’era un altro uomo della stessa età, nazionalità e con lo stesso nome dell’ovulatore arrestato. Anche lui è stato controllato e perquisito, ma nella sua valigia i militari hanno trovato solo confezioni di cibo africano, pesce affumicato, polpette e cous cous confezionato: pacchetti dall’odore penetrante, ma nessun tipo di droga. L’uomo è stato riaccompagnato in aeroporto dai carabinieri, con le scuse del caso. Per il suo omonimo trafficante invece, una volta espulse le capsule piene di cocaina, si apriranno le porte del carcere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 settembre 2009
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