Spaccio nei boschi, centinaia di clienti ogni giorno

L'ultima operazione della Polizia di Gallarate ha portato all'arresto di due persone ma il fenomeno, sempre più visibile, è difficile da estirpare

Lo spaccio nei boschi del Basso Varesotto è sempre di più un fenomeno macroscopico, grave e visibile. Così lo ha definito Franco Novati, a capo del commissariato di Polizia di Gallarate a seguito dell’arresto di uno spacciatore, un cliente e la denuncia di un altro cliente durante l’ultima operazione portata a compimento sabato 12 settembre.

Sono oltre un centinaio al giorno i clienti che frequentano i boschi tra Gorla Minore, Gorla Maggiore e Mozzate, alcuni chilometri quadrati di fitta vegetazione divenuti ormai il regno degli spacciatori nord-africani che provengono dall’area a nord di Milano. La Polizia ormai ne conosce tutte le dinamiche: dalle modalità di arrivo degli stessi spacciatori, aiutati da tossicodipendenti che fanno anche da pali, fino al reperimento dei clienti che si ritrovano spesso alla stazione di Gallarate (un tempo luogo di spaccio e oggi solo luogo di ritrovo). Partendo da una "macchinata" di consumatori gli agenti del commissariato gallaratese hanno seguito le tracce che hanno portato ai limiti del bosco a ridosso della discarica.

Una volta giunti sul posto gli agenti sono riusciti a filmare (anche nei giorni precedenti) i volti di alcuni spacciatori e di molti clienti che, in alcuni momenti della giornata, formano una vera e propria fila come al supermercato. I tossicodipendenti, molti i giovani e giovanissimi, passano un’area di filtraggio costituita dai pali e finalmente raggiungono lo spacciatore che spesso è armato di coltelli, machete, roncole o sassi temendo, più della Polizia, gli stessi tossici che potrebbero rapinarli. Una volta ricevuti i soldi gli spacciatori estraggono la sostanza stupefacente desiderata (cocaina o eroina) e la consegnano all’acquirente. Sono centinaia le dosi che ogni giorno vengono regolarmente smerciate con buona pace delle Forze dell’Ordine che non hanno le forze sufficienti per poter fermare questo fenomeno. Troppo grande l’area boschiva da tenere sotto controllo ed è difficile riuscire a scovare i nascondigli della droga, spesso sotterrata in luoghi difficilmente riconoscibili grazie alla fitta presenza di alberi.

L’ultima operazione di sabato è riuscita almeno a spaventare spacciatori e pali anche se il fenomeno non ha subito un vero e proprio danno. Nell’operazione, coordinata dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Massimo Baraldo, è finito in manette Mohamed Safa, 23 anni clandestino e con precedenti per reati contro il patrimonio, insieme ad un tossicodipente, originario di Varese e attualmente senza fissa dimora, Dante Fenza di anni 33 fermato per ricettazione in quanto a bordo di uno scooter risultato rubato. Tre, in tutto, i motorini rubati rinvenuti nel corso dell’operazione, tutti appartenenti a cittadini della Provincia di Milano.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2009
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