Terzo binario, gli espropriati pronti alla battaglia

Terzo binario: prevista la demolizione di alcune case. Il sindaco Vitali: "l'interramento è impossibile". Previste barriere antirumore alte 6 metri

Grande opera, grandi preoccupazioni. Le opere per il terzo binario Rho-Gallarate preoccupano i cittadini e gli amministratori legnanesi, vista la portata del progetto, tanto che il sindaco non ha dubbi:  «Spiegheremo ai legnanesi interessati quel che sta succedendo, quali sono le richieste che potranno essere accolte e quali invece sono pura illusione».

L’opera è considerata assolutamente prioritaria dalle ferrovie, necessaria per garantire una maggiore regolarità dei treni su una delle tratte più trafficate della rete: i due binari esistenti sono infatti "saturi", in molti momenti della giornata i treni viaggiano, per così dire, incolonnati e ogni minimo inconveniente si tramuta in ritardio a catena sugli altri treni. Impossibile, poi, aggiungere nuove corse per rispondere alla domanda del trasporto pendolare e merci.
A Legnano la realizzazione del terzo binario e della relativa banchina comporterà interventi significativi: i fabbricati della stazione saranno demoliti e saranno realizzati nuovi parcheggi. Se nella zona della stazione vera e propria l’inserimento del terzo binario è relativemente facile, maggiori sono i problemi nelle altre zone: a sud, lungo via Boccaccio, il nuovo binario occuperà lo spazio dove attualmente si sviluppa il binario industriale in disuso che raggiungeva l’ex stabilimento ABB, ma richiederà comunque interventi di adeguamento degli impianti. Ma i veri problemi riguardano via Volturno, stretta strada a nord della stazione, fiancheggiata da alcune case costruite nella prima metà del secolo scorso: i residenti della via sono determinati a dare battaglia contro espropri e demolizioni e parlano di 134 famiglie interessate. «In totale è prevista la demolizione di quattro case – risponde il sindaco Vitali-. Poi c’è la questione di altre case per cui si presentano grossi problemi per l’accesso e i servizi». E che verrebbero dichiarate inagibili per la mancanza delle fogne, secondo i residenti, perdendo ogni valore commerciale.

Le soluzioni? L’interramento – invocato spesso in queste situazioni, da Castellanza ad Arcisate, a Nerviano – risulta praticamente impossibile da attuare, a detta delle ferrovie: la linea corre in molti ad un livello più alto rispetto alla città e andrebbe abbassata di diversi metri. Operazione molto difficile, che richiederebbe rampe di accesso alla galleria molto lunghe (le pendenze massime di una ferrovia sono ben più basse di quelle stradali). «L’interramento – aggiunge il sindaco Vitali – pone problematiche enormi anche per quanto riguarda i sottoservizi e richiederebbe un aumento insostenibile dei costi e dei tempi di realizzazione». Una spiegazione che però non convince del tutto i residenti interessati: «L’interramento ci dicono costi troppo. Ma il denaro ha sempre l’importanza predominante rispetto al benessere della comunità?».

Ma le demolizioni non sono l’unico problema. Già, perchè il progetto prevede complessivamente quasi cinquanta chilometri di barriere antirumore (praticamente sull’intera tratta, su entrambi i lati). Richieste spesso dai residenti, le barriere antirumore sono state installate con molta generosità su diverse linee ferroviarie FS, a volte con altezze da record. È quel che è previsto anche sulla Rho-Gallarate, dove l’altezza delle barriere arriverà in alcuni punti a 7,3 metri sul livello delle rotaie. Quasi il doppio dell’altezza di un treno, una specie di trincea in superficie. In via Volturno saranno alte 6,5 metri, a una distanza di 2,5-3 metri dalle case. «Ci sono varie ipotesi di interventi correttivi – spiega il sindaco Vitali – sulle barriere antirumore. Il problema è legato all’altezza, ma soprattutto allo "spessore" delle barriere e quindi alla distanza dalle abitazioni».

Sull’interramento, dunque, nessuna speranza. Sulle barriere antirumore, invece, qualche possibilità di intervento c’è. I residenti hanno tempo fino al 29 settembre per presentare a Italferr le loro osservazioni, prima fase di un confronto tra territorio e ferrovie che si preannuncia difficile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 settembre 2009
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