Una filastrocca per salvare la scuola Foscolo

La protesta per la chiusura della scuola diventa una poesia in rima

La protesta contro la chiusura della scuola elementare di Bosto conitnua e si allarga. Dopo le lettere di tutto il quartiere e gli striscioni, oggi arriva anche un sito internet che tiene i cittadini aggiornati sugli sviluppi, e la notizia che gli alunni della scuola materna hanno attaccato al muro una filastrocca contro la soppressione della scuola.
Ecco quello che ci hanno scritto ed ecco il testo della poesia, indirzzata direttamente al sindaco. 

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La scuola Foscolo protesta 4 di 13

I bimbi dell’ultimo anno della scuola materna Piccinelli-Comolli di Bosto (classe gialla: Matteo, Niccolo’, Alice, Nicolo’, Morena, Federica, Martina, Marta, Gianluca e Manuel; classe rossa: Kristina, Erik, Giuitta, Leo, Mattia, Roberta e Valentina; classe verde: Federico, Margherita, Riccardo, Cecilia, Luca, Tommaso, Riccardo, Andrea, Ale, Alice e Alessandro), appreso che il Comune sta ipotizzando di chiudere, tra le altre, la scuola elementare Ugo Foscolo, hanno affisso alla scuola materna la lettera che mi incaricano di trasmettere, auspicando di riscontrare l’attenzione che il tema (e i piccoli cittadini) merita.

Quando venerdì mattina
il papà e la sorellina
mi tenevano per mano
giù per via Del Nifontano

vedo appesa ad un cancello
una scritta in stampatello:
leggo a stento – son piccina –
ma capisco, pur bambina!

Chiedo lumi al mio papà
che conferma la realtà:
c’è l’idea sconsiderata
che la scuola sia serrata!!!
 
Come ha fatto, certa gente,
a pensare veramente
che la Foscolo non serva
e il quartiere se la perda?
 
Entro in classe un po’ di corsa
scavalcando anche la borsa
della mamma di un’amica
che si chiama Federica;
chiamo allora la Martina
con Leonardo e Valentina
per decider come fare
per la Foscolo salvare.
 
All’asilo siamo tanti
che ormai venuti grandi
ci dobbiamo preparare
a iniziare ad imparare,
e non è cosa da poco
che la scuola resti in loco.
 
Non si tratta, in verità,
solo di praticità.
 
Tra la scuola e il nostro asilo
c’è ben più che solo un filo
che unisce e che raccoglie
molte tra queste famiglie:
quando entrambi i genitori
per lavoro sono fuori
non è raro che un bambino
vada a casa del vicino.
 
E’ un esempio, per chiarirLe
la realtà che noi viviamo
alla quale assai teniamo.
 
Ma Le chiedo, per capire:
non la vuole una città
che sia un po’ comunità?
Senza un’appartenenza
(lo sappiamo già in partenza)
le persone son straniere:
vuol davvero che il quartiere
(se non è per l’oratorio)
si trasformi in dormitorio?
 
Supponiamo che Lei ignori
(come quelli che son fuori
da realtà particolari)
esigenze di scolari
con righelli e sussidiari.
 
E’ opportuno allora adesso
per chi il voto non l’ha espresso
che dia corso a questo invito
e Lei trovi in settimana
il momento più gradito
per vedere di persona
che la nostra idea funziona.
 
Caro Sindaco Fontana,
non sarà proprio un reato
(Tu lo sai, sei un avvocato!)
ma sarebbe un gran peccato
far sparire una realtà
che ci dà serenità.
 
La mia scuola qui di Bosto
va lasciata ad ogni costo!!!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2009
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