Urbanistica, “Sul PGT si lavora a rilento, intanto si compromette la Busto di domani”

I promotori della campagna "Una VAS per Busto Arsizio" vedono la Valutazione Ambientale Strategica come occasione per i cittadini di influenzare le scelte che contano. La partecipazione chiave di volta per il futuro della città

Partecipazione è una parola che nasconde una insospettata complessità. Per coinvolgere la cittadinanza nelle scelte urbanistiche la Rete "una VAS per Busto Arsizio", legata al Nucleo Teatro dell’Oppresso, già al centro di alcune iniziative pubbliche dette di "teatro legislativo" su importanti progetti cittadini, rilancia la campagna avviata nel luglio scorso.
La Valutazione Ambientale Strategica-VAS è un momento fondamentale nell’elaborazione dei nuovi Piani di Governo del Territorio o PGT, i successori dei vecchi piani regolatori (PRG). Essa premette considerazioni di carattere ecologico alla pianificazione urbanistica, radiografando il territorio con le sue fragilità e definendo le opzioni praticabili nel rispetto della salute pubblica, umana e non solo. E prevede espressamente l’informazione e consultazione del pubblico. Ormai è in vista il bando per l’appalto della redazione della VAS: per chi vuole esserci è il momento di muoversi.

Vitaliano Caimi, Tindaro Lembo, Alberto Rossi hanno scritto ad oltre duecento cittadini e venti associazioni perchè appoggino questa campagna. Al sindaco hanno inoltrato un’istanza rivolta ad ottenere una partecipazione più profonda e continuativa al processo decisionale della VAS di quanto visto fin qua. Non li ha infatti convinti ad esempio la serata di lunedì, organizzata su richiesta espressa del consigliere comunale del gruppo misto Mario Cislaghi e nella quale si sono illustrate ai cittadini le previsioni del Piano Urbano del Traffico (PUT). Nè ha fatto loro piacere vedere per l’ennesima volta la parola lasciata ai tecnici con l’assessore alla partita poco assertivo: quasi Busto fosse una "tecnocrazia" più che farsi governare dalla politica, commentano. Sul PUT si possono depositare osservazioni, è vero, ma siamo pur sempre a cose fatte. Invece, come Caimi sottolinea, quando si parla di VAS e PGT si intendono strumenti che andranno continuamente rivisti negli anni – e identica continuità andrà data al diritto dei semplici cittadini di partecipare in trasparenza a tutte le fasi di redazione della valutazione ambientale strategica. Per non trovarsi a poi a dover ratificare passivamente, o "osservare" all’ultimo momento. «Informazione e trasparenza non esauriscono la partecipazione, ne sono la precondizione. Il dovere di rendere partecipi i cittadini non si esaurisce in un singolo incontro pubblico». Per questo «noi proponiamo pertanto non solo un forum della VAS, ma che i portavoce di tale forum possano entrare a far parte a pieno titolo della conferenza di verifica e valutazione della VAS stessa». Un modello di partecipazione del pubblico «coerente con la normativa europea» è quello proposto dal terzetto di promotori. In verità, il sindaco un’iniziativa di rilievo in questo campo l’aveva presa con C’è + Busto: e non è un caso che ne sortì un vivo interesse per le scelte urbanistiche. «È stata una chiara operazione di manipolazione del consenso» obietta Caimi: «la partecipazione implica che si conti nelle decisioni, altrimenti siamo ai puri sondaggi d’opinione». È un difetto di base della democrazia rappresentativa: con la partecipazione si cerca di ovviare al gap di democrazia diretta. Il problema è trovare il modo di darle forma continuativa e in qualche modo istituzionale, vista la natura semipermanente delle questioni e degli strumenti in oggetto.

Caimi, Lembo e Rossi non vanno giù leggeri con Palazzo Gilardoni, che, dicono, non ha mai risposto a questa lettera aperta inviatagli due anni or sono. «Denunciamo un rallentamento del lavoro del Comune nel redigere il PGT e il connesso processo della VAS» dicono i promotori. «Queste lentezze sembrano far parte di un disegno politico dell’amministrazione, che nel frattempo sta facendo passare una serie di provvedimenti urbanistici tali da compromettere il futuro della città e dei quali il PGT non potrà che prendere atto. Esempi spiccioli: approvazione del PII Soceba (piazza Vittorio Emanuele II-via Solferino) e la definitiva approvazione della variante al PRG sulle Nord,  precondizione di ogni successivo progetto». Traduzione della tesi: questa politica non pianifica e non decide, viene semplicemente incontro ai desiderata (legittimi) di questo o quello. Del resto il sindaco ha più volte e pubblicamente fustigato a parole i piani "ingessatori" degli anni Sessanta-Settanta – quando la politica ancora pretendeva di decidere qualcosa.

«Non maxiassemblee caotiche, ma piccoli gruppi autoorganizzati e in rete» argomenta ancora Caimi «ci sembrano la migliore garanzia di democrazia partecipata, altrimenti si finisce per assumere la forma classica di un partito. Auspichiamo la libera partecipazione di ognuno con le proprie idee, senza "consultazioni" preventive di tipo partitico». Non manca il "come eravamo", con qualche nostalgia. «Il parco Milani nel rione Frati, che oggi è presentato come un vanto della corrente amministrazione, è figlio di lotte fatte trent’anni fa e che fecero cadere due giunte comunali» ricorda Caimi. «Parliamo di aree ex industriali. Parte della politica sosteneva gli immobiliaristi e altri, con la sinistra, le volevano pubbliche. Vi furono incontri stracolmi e accesi… a ripensarci, nel tempo si è degradata la qualità della partecipazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2009
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