Vicenda Lattuada, il Pd tira dritto: «Serve un chiarimento del sindaco»

Per la Fondazione Blini parla il vice-presidente Gussoni: «Non si perda tempo, il progetto deve partire»

Dopo il provvedimento della Questura di Varese che ha deciso di vietare l’ingresso negli stadi del consigliere comunale del Pdl Checco Lattuada per i prossimi cinque anni, il cosiddetto daspo, e la richiesta avanzata dal Pd di estromettere dal consiglio di amministrazione della Fondazione Blini lo stesso consigliere intervengono sul caso due membri della fondazione: Valerio Mariani, membro del cda e consigliere del Pd, e Stefano Gussoni, vice-presidente della Fondazione Blini.

Partendo da quest’ultimo la questione è più tecnica che politica o morale: «Credo che non sia il caso di sollevare alcun polverone ulteriore – ha detto Gussoni – il voto di Lattuada nel cda pesa per uno e non credo che estrometterlo sia la soluzione. Anche qualora fosse davvero così un "cattivo ragazzo", come qualcuno vuole disegnarlo, ci sono altri 8 voti in consiglio dove posso confermare che ci sono persone mature e capaci di giudicare la bontà di un progetto piuttosto che un altro. Detto questo è innegabile che Checco Lattuada abbia fatto un grande lavoro con i giovani in questi anni e lo dico da membro di Comunità Giovanile dopo averlo visto operare in tutti questi anni. L’opinione del consigliere Pecchini è legittima in quanto esiste la libertà di espressione». Gussoni allora rilancia con ancora più forza il progetto della Fondazione Blini che da anni attende uno start-up che non arriva mai: «Sembra che ogni volta che si sta per partire ci sia qualcuno o qualcosa che blocchi questa importante iniziativa di aggregazione giovanile – ha detto ancora Gussoni – allora io approfitto di questa "vetrina" per dire ripartiamo ora. Apriamo il confronto con la città e organizziamo un dibattito aperto al pubblico dove ognuno porti la sua idea per la fondazione, allarghiamo il dibattito alle scuole. Credo che sia questo il modo migliore per superare l’impasse e le polemiche con un nuovo slancio. Non perdiamo ancora l’occasione di dimostrare che Busto non è la città vecchia che tutti dipingono».

Valerio Mariani, consigliere comunale del Pd e membro d’opposizione del CdA della fondazione, rilancia: «Il Pd è unito nel chiedere le dimissioni di Lattuada dal consiglio di amministrazione – ha detto Mariani – vorrei precisare che non vi è nessun attacco personale nei confronti di Checco Lattuada come persona ma è stato chiesto, legittimamente, un chiarimento al sindaco Farioli rispetto a quanto accaduto». La stessa Mariella Pecchini precisa che l’interrogazione al sindaco a risposta scritta «è finalizzata principalmente a verificare quanto è accaduto – ha dichiarato – in quanto a nostro giudizio il divieto emesso dal questore è grave e non può essere liquidato o minimizzato come una multa. al momento chiediamo semplicemente e legittimamente un chiarimento. Chi considera la nostra una mossa per distogliere l’attenzione dai problemi interni al Pd dovrebbe guardare dalla propria parte con querele e controquerele a livello anche nazionale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2009
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