Vino 2009, un’annata doc

Positivi i commenti sull'andamento della vendemmia in Italia. Anche nel varesotto le aspettative sono elevate. Ce ne parla Ignazio Bonacina

Settembre, tempo di vendemmia. Mentre in Italia si è nel pieno della raccolta, i produttori locali si stanno preparando a raccogliere quello che appare un frutto di qualità. Ne parliamo con l’esperto Ignazio Bonacina

Con la metà di settembre arriva il momento della vendemmia. Innanzitutto, come sta andando la vendemmia nel Varesotto?
L’uva bianca, che non è molto presente sul territorio, è già stata raccolta. Per la rossa, invece, c’è chi ha già iniziato questa settimana, ma la maggior parte degli agricoltori comincerà settimana prossima. Prevediamo un vino d’annata, grazie al clima favorevole di quest’ultimo periodo: l’alternanza, tra il caldo delle giornate e il freddo delle notti, ha decisamente favorito la crescita degli acini.
 
Dopo il vino di Angera, anche a Tradate e a Gavirate c’è un ritorno dei filari. Lei cosa ne pensa?
Non si può che essere contenti dell’espansione dei vigneti sul territorio. Dopotutto, anni fa il nostro territorio ne era pieno. Questo ritorno è positivo sia per quanto riguarda la ricreazione del paesaggio campestre, sia per i benefici che l’economia turistica può trarre da queste iniziative. Va detto che per ora a Gavirate c’è solo il progetto di un vigneto, ma la serietà con cui è stata proposta l’iniziativa fa pensare che presto quest’idea diventi realtà.
 
Lei ricorda i vini che in passato si producevano nel Varesotto? Pensa che sia possibile fare un paragone con quelli prodotti oggi?
I vini di oggi sono sicuramente superiori ai vini di una volta, e quindi non è possibile fare alcun paragone sulla qualità. Dato che la tradizione crea il prodotto tipico, noi cerchiamo di mantenere il più possibile i nomi di una volta. Purtroppo, ci sono casi come Gavirate in cui non si sa se questo sarà possibile. Il nome “Sasso Rosso di Gavirate” è conosciuto in Italia, e bisognerà fare attente ricerche per verificare se qualche altra azienda non stia usando lo stesso appellativo. Noi speriamo di poterlo mantenere dato che, insieme alla collocazione geografica delle viti, è l’unica cosa che lega ancora la produzione vinicola di una volta con quella moderna.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2009
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