Zappoli: “Chiusura di 4 scuole, ci sono in ballo interessi privati”

La riflessine del consigliere di opposizione del gruppo La Sinistra

Riceviamo e pubblichiamo

La scelta della Giunta di Varese di chiudere 4 scuole elementari rappresenta un totale appiattimento sulle scelte del governo, sia in materia economica che in materia scolastica, a danno della collettività cittadina.

Il provvedimento che arriverà in Consiglio, ripulito dalle parole sull’offerta formativa e sulla razionalizzazione, è una semplice presa d’atto del fatto che con il taglio dei docenti occorreva accorpare una serie di istituti, il che può risultare conveniente anche dal punto di vista economico.
Il provvedimento dice esplicitamente che la Giunta ha deciso sotto la pressione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, sentita la Provincia, la Regione, la Dirigenza, ma non la collettività, quelle famiglie di cui tanto ci si riempie la bocca, che si esprime nei quartieri di cui si compone la città e di cui si dice siano la ricchezza.
Che il PdL e l’UdC obbediscano non ci stupisce, se anche la Lega non saprà reagire ci si dovrà porre la domanda di come possa pretendere di risolvere i problemi di una parte del Paese chi non sa difendere la sua città.
Alla domanda del perché si chiudano scuole con 50 e più alunni, la risposta razionale non esiste, anche sulla base della normativa in vigore, alla domanda perché i bambini di Bosto debbano essere conteggiati nel bacino di utenza delle medie delle Bustecche la risposta è fuori da ogni logica, sul perché si debba chiudere la Cairoli, collocata in un quartiere di cui si afferma la crescita del potenziale scolastico, per trasferirne gli allievi alla Mazzini, comparto di cui si dice che è da mettere a norma con una spesa superiore ai 2 milioni di euro, cifra che si conferma non disponibile, l’unica conclusione che si può ricavare è il dubbio/certezza che quell’istituto possa servire ad interessi privati, sulle ragioni che hanno indotto a spingere al declino la scuola della Rasa la certezza è che era l’anello più debole, quello da cui partire.
Se a questo aggiungiamo la mancanza del doposcuola a Valle Olona o il fatto che gli studenti della Anna Frank, che ospita il centro cucine, non possano avvalersi della mensa, la conclusione è evidente: tagliare, risparmiare su queste voci, obbedire al Governo Berlusconi, da Roma a Varese.
Se questa decisione dovesse essere approvata dal Consiglio, emergerebbe evidente che a Varese come a Roma i conflitti che attraversano la maggioranza si ricompongono sempre con la condivisione del peggio che ognuna delle sue componenti propone.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2009
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