A Santa Maria delle Grazie, ammirato da Bramante

Mi godo gli affreschi all'interno, ripenso alle foto della chiesa distruttta dai bombardamenti

Sembra facile, e lo è. Vivere Milano, una domenica mattina, è come andare a Parigi o Madrid, c’è tutta l’arte a tua disposizione, i trasporti funzionano, la città è vivibile, macchine pochissime. Ecco il racconto del mio viaggio. Alle 8, stazione centrale, mi dirigo verso il Palazzo delle stelline, parcheggio nella vuotissima strada di fronte a Santa Maria delle Grazie. Entro al cenacolo, c’è posto solo alle 10, nell’attesa, faccio le foto della facciata e dell’abside, della cupola e del corpo principale, del chiostro, entro, esco, mi godo gli affreschi all’interno, ripenso alle foto della chiesa distruttta dai bombardamenti, la guardo adesso e dico grazie a chi l’ha ricorstruita così perfetta, il genio artigiano italiano, l’unica cosa che nessuno al mondo ha e che abbiamo solo noi. A tavola, come nell’arte.

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Santa Maria delle grazie 4 di 13
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2009
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