“Accertamenti Tarsu, una stangata per i cittadini”

L’intervento di Milena Melato, coordinatore Forza Italia-PdL: “Piccoli “Visco” crescono a Cardano: e la promessa elettorale di alleggerire la pressione fiscale?”

L’intervento di Milena Melato, coordinatore Forza Italia-PdL: “Piccoli “Visco” crescono a Cardano: e la promessa elettorale di alleggerire la pressione fiscale?”
 
E’ attualmente in corso a Cardano al Campo l’operazione di accertamento sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un’iniziativa condotta in sordina, al contrario di propagandatissime campagne come quella sulla casa dell’acqua: eppure i cardanesi colpiti dagli avvisi di accertamento se ne stanno accorgendo eccome della mini-stangata fiscale che i “piccoli Visco della brughiera” hanno messo in campo in questi mesi.
Se alla fontana pubblica di piazza Ghiringhelli i cittadini potrebbero, perlomeno stando alle stime dell’amministrazione, risparmiare 300 euro sull’acquisto delle bottiglie d’acqua minerale (ma, vi è da chiedersi, i 4 metri cubi d’acqua al giorno consumati dal distributore d’acqua chi li paga, se non i contribuenti?), le cartelle degli accertamenti Tarsu sembra che siano mediamente superiori ai 500 euro a famiglia. L’amministrazione di centrosinistra si comporta come una sorta di Robin Hood al contrario: con una mano elargisce agevolazioni e fondi, come ad esempio quelli previsti nel pacchetto anticrisi, per chi ha perso il lavoro e si trova disoccupato a causa della crisi, dall’altra nel silenzio si riprende i soldi chiedendo gli arretrati sulle tasse. Comprendiamo le ristrettezze di bilancio di cui soffre l’amministrazione comunale, ma vista la situazione economica generale non sarebbe stato più saggio e di buon senso tagliare alcune spese superflue o posticipare opere di cui nessuno sente una necessità impellente (come la tanto decantata oasi della brughiera) invece che mettere le mani in tasca ai cittadini che faticano a tirare alla fine del mese?
Tanto più se consideriamo che spulciando il programma elettorale 2007-2012 di Nuova Cardano Viva si legge chiaramente che “saranno esaminati e adottati tutti i provvedimenti per contenere e, se possibile, alleggerire la pressione fiscale”. E’ la solita storia, il programma elettorale va bene per portare a casa voti e consensi, poi finisce nel cassetto e le promesse più roboanti vengono puntualmente dimenticate. Senza dimenticare che in passato la scelta ideologica e politica di sottrarre la gestione della raccolta e smaltimento rifiuti all’Amsc di Gallarate (la cui unica colpa è quella di essere presieduta da un esponente politico del PdL) ha prodotto un aumento dei costi pari al 37% con l’appalto affidato a suo tempo alla Econord. Forse evitando quello sciagurato passaggio la riduzione dei costi del servizio e, conseguentemente, delle aliquote Tarsu sarebbe effettivamente fattibile.
Teniamo conto inoltre che il recupero degli arretrati Tarsu è necessario ma le procedure e le modalità con cui realizzarlo sono facoltative: l’accertamento è una possibilità offerta dalla legge ma non un obbligo. Ad eseguirla a Cardano sono tre società private che guadagnano una percentuale sul riscosso, il che significa che hanno tutto l’interesse ad accertare quanto più possibile le presunte evasioni Tarsu, con l’obiettivo di massimizzare i loro ricavi. Costringendo tra l’altro i cittadini a dover eventualmente dimostrare che gli accertamenti effettuati non siano del tutto veritieri.
Altre amministrazioni comunali, come ad esempio quella della vicina Gallarate, governata dal PdL, hanno scelto di utilizzare un’altra strada, forse meno remunerativa per le casse comunali ma sicuramente più corretta e più “soft” nei confronti dei cittadini. In base a quanto stabilito dalla legge (l’articolo 1 comma 340 della legge 311 del 2004, per essere precisi), a decorrere dal 1° gennaio 2005 la superficie di riferimento su cui calcolare la Tarsu per le unità immobiliari private non può essere inferiore all’80% della superficie catastale ed è previsto che i Comuni possano modificare d’ufficio le superfici che risultino inferiori a tale soglia, dandone comunicazione agli interessati.
Così ha fatto Gallarate, che ha avvisato i cittadini della modifica legislativa e ha proceduto d’ufficio al recupero della differenza d’imposta per gli anni dal 2005 in poi senza imporre alcuna sanzione.
Un comportamento corretto, che parte dalla convinzione che la buona fede dei cittadini (nel caso della Tarsu, la complicatezza delle normative e l’arretratezza di certe situazioni catastali rende difficoltoso per il cittadino comune il calcolo dell’esatta superficie tassata) non può essere oggetto di cavillose operazioni di sanzionamento di massa.
In questo caso, la scorrettezza messa in atto dal Comune di Cardano al Campo è stata duplice: non solo ha agito con un’operazione “intensiva” di accertamento fiscale che sanziona in maniera indiscriminata anche chi inconsapevolmente commetteva un errore nel pagamento della Tarsu, ma ha anche fatto una sorta di “doppio gioco” con i cittadini, utilizzando lo slogan “Mettiamo le carte a posto” come grimaldello per carpire la fiducia e attirare i cittadini che, sempre in buona fede, volevano regolarizzare le loro posizioni fiscali. In questo modo il Comune ha ottenuto l’autorizzazione alla misurazione delle superfici delle abitazioni dei cardanesi, dati che successivamente sono stati utilizzati per emettere avvisi di accertamento e per “ingrassare” i guadagni delle società private che faranno cassa, in percentuale, alle spalle degli ignari cittadini cardanesi.
Un altro aspetto fondamentale della questione è quello della copertura dei costi del servizio di smaltimento rifiuti. La legge impone che i proventi della Tarsu debbano essere interamente destinati alla copertura dei capitoli di spesa per la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia, perciò i Comuni non possono incassare somme superiori rispetto al costo effettivo del servizio. Eventuali maggiori entrate, anche per gli anni pregressi, a seguito di operazioni di accertamento come quella in corso a Cardano, non possono essere destinate ad altri capitoli di bilancio ma devono essere restituite ai cittadini, magari attraverso la riduzione delle aliquote della tassa rifiuti. A questo punto chiediamo quantomeno che l’amministrazione comunale, per rimediare al pasticcio commesso, si impegni a destinare le somme introitate con l’operazione di accertamento Tarsu ad una riduzione delle aliquote fiscali nel prossimo bilancio.
 
Milena Melato
Coordinatore Forza Italia-PdL Cardano al Campo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2009
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