“Adesso basta”, la protesta passa anche in libreria

Si è accesso un lungo dibattito durante la presentazione del libro "Il regalo di Berlusconi" alla libreria Boragno, in tanti hanno parlato per dire che "la misura è colma"

Una presentazione di un libro che si trasforma in dibattito, dove ognuno dice la sua per dire tutti una cosa sola: «Adesso basta!».
Potremmo sintetizzare così l’incontro andato in scena ieri sera, giovedì 19 novembre, alla galleria della libreria Boragno per la presentazione del libro “Il regalo di Berlusconi” scritto dai giornalisti Peter Gomez e Antonella Mascali, edito da Chiarelettere. (trovate una recensione a questo link).
Per l’occasione era presente l’autrice, Antonella Mascali, intervistata dal giornalista Massimiliano Di Giovanni (a sinistra nella foto). Gomez non è riuscito a venire.
Ma al di là del libro, che la Mascali ha perfettamente illustrato, è stato molto significativo il dibattito che ne è seguito e che si è protratto per oltre un’ora. Hanno parlato in tanti, dal pensionato al professore, dall’imprenditrice alla giovane neoiscritta al Partito Democratico e, passato un primo momento “d’indignazione”, è nato uno scambio di idee e opinioni molto concitato. Come di chi ha tante cose da dire ma non ha mai trovato il momento per farlo e per essere ascoltato: «forse la misura è davvero colma», si dice qualcuno.
Due testimonianze su tutte sono state però particolarmente significative. La prima riportata da una studentessa di giurisprudenza che stufa di lamentarsi e di sentirsi inerme ha deciso di impegnarsi in prima persona in un’esperienza politica all’interno del Partito Democratico, («la prima cosa che ho fatto insieme ad altri ragazzi è stata inviare una lettera per fare il mazzo a quei deputati del mio partito che non sono andati in parlamento a votare contro lo scudo fiscale»). Ma al di là dell’impegno politico la giovane studentessa si è detta colpita per la «totale mancanza di idee e proposte dal mondo politico. Io stessa – ha proseguito –, seppur giovane e inesperta, sarei capaci di fare proposte sul tema della giustizia su cui aprire un confronto, magari non saranno tutte giuste, ma se posso farlo io perché non viene fatto in Parlamento dove da una parte fanno proposte solo per salvare Berlusconi e dall’altra non fanno proposte?».
La seconda testimonianza è stata di un’imprenditrice di una piccola azienda con 20 dipendenti che ha riportato il piano della conversazione su un elemento di realtà, forse il più drammatico, «io vedo da vicino la crisi che stiamo attraversando, ed è una crisi tremenda, terribile. La cosa più drammatica delle vicende giudiziarie di Berlusconi è proprio che quando avremmo bisogno di un governo attento e un Parlamento propositivo entrambi sono concentrati a garantire l’impunità di questa persona. Io vorrei davvero che tanti colleghi imprenditori come me abbiano provato l’indignazione che ho provato io quando ho visto l’approvazione dello scudo fiscale. Noi lavoriamo con fatica, a testa bassa sputando sangue e questi si mettono a salvare quei ladri che evadono le tasse e portano i soldi nei paradisi fiscali. Vi sembra giusto tutto questo?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 novembre 2009
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