Agesp Servizi, Rifondazione al contrattacco con una mozione e un esposto

Corrado: "Il procedimento è andato in porto dopo il decreto Brunetta che limitava gli affidamenti in house. E i dipendenti comunali vogliono garanzie: si ritiri la delibera"

Sulla questione delle "esternalizzazioni" o affidamenti in house di funzioni comunali ad Agesp Servizi, la famsa "patrimoniale" a lungo richiesta dalla Lega e infine concessale in pegno del "sacrificio" di non avere più il sindaco, Rifondazione Comunista parte al contrattacco lancia in resta. Lo fa ben sapendo quanto la questione abbia diviso anche la maggioranza, e lo fa con una tattica "a due punte", puntando al merito della questione ma anche ad una questione di metodo. La prima da affrontarsi in consiglio comunale con una apposita mozione, la seconda da sottoporre al difensore civico con un esposto. L’iniziativa va nel senso della vicinanza che il partito della falce e martello intende esprimere a tutti i lavoratori: chi si trova in crisi o disoccupato e chi, pur lavorando nelle istituzioni pubbliche, è incerto su quanto lo attende.

- La mozione

Si trattava originariamente, come spiega il consigliere comunale Antonello Corrado, di una delibera, poi "derubricata" a mozione di indirizzo dietro intervento del presidente Speroni: la richiesta è di "ritirare la delibera 408/2009 e le delibere relative successive", con tanto di "radicale revisione" di finalità e modi del progetto. «Le nostre perplessità sono molte. Cedendo rami di attività ad Agesp servizi, che è una srl e quindi una società di diritto privato, per quanto controllata al 100% dal Comune, si passa da una situazione governata dal Testo unico degli enti locali a una governata dal codice civile. Che per le aziende, incluse quelle totalmente di proprietà pubblica, esige un profitto in bilancio». Il cittadino su patrimonio, strade, verde e quant’altro, con chi interloquirà ora? chiede Rifondazione. Con un privato? E i dipendenti comunali "comandati" alla Servizi, cosa sarà di loro? «Dovevano passarne una trentina, per ora solo quattro (4) lo hanno fatto» riferisce Corrado. Gli altri non hanno accettato di farsi "comandare", cioè distaccare presso Agesp Servizi, non giudicando sufficienti le rassicurazioni fin qui ricevute circa le mansioni che svolgeranno e la possibilità di "tornare indietro" a Palazzo Gilardoni ritrovando il proprio posto.

– L’esposto

Si può dare per scontato che la maggioranza non farà marcia indietro, ma Corrado&Co. hanno stilato anche un esposto indirizzato al difensore civico, e per conoscenza a segretario comunale, Procura della Repubblica e Corte dei Conti. La richiesta è qui di controllare la regolarità dell’iter per la creazione della patrimoniale, «partito per noi troppo tardi». Il decreto Brunetta (poi convertito nella legge 133/2008), così riferisce Corrado, «dice che in materia di affidamenti in house ciò il cui iter non era partito entro l’approvazione della legge (6 agosto 2008) non può avere validità. Le delibere fondamentali di questa vicenda sono quelle votate il 17 dicembre 2007, quando ancora la futura patrimoniale si chiamava BA Global services, e il 30 luglio 2009, quindi un anno dopo l’entrata in vigore del decreto. «Avendo il dubbio che il vero startup dell’azienda sia nella seconda delibera, e non nella prima, sottoponiamo la questione a chi di dovere perchè faccia le sue valutazioni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2009
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