Anche la Lombardia nell’organizzazione dei 15 motori del mondo

Si svolgerà a Milano dal 19 al 21 novembre il World Regions Forum, un'istituzione che mette in rete gli enti territoriali più dinamici e sviluppati

Una rete mondiale tra le Regioni più dinamiche ed economicamente più sviluppate. «I 15 motori del
Mondo», per usare un’espressione del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Il quale ha spiegato che «come 25 anni fa la Lombardia partecipò alla nascita dei 4 Motori d’Europa, prima
associazione tra le più forti Regioni del continente, oggi prende l’iniziativa di costruire una rete stabile tra le 15 Regioni più forti del mondo».
Il battesimo ufficiale di questa rete avverrà con il World Regions Forum organizzato a Milano (Palazzo Mezzanotte) dal 19 al 21 novembre su iniziativa di Regione Lombardia insieme con il
Ministero degli Affari esteri e la Presidenza del Consiglio dei ministri.
«World Regions Forum – ha spiegato Formigoni – nasce dalla consapevolezza che la competizione globale vede sempre più i Governi regionali protagonisti. Il ruolo delle loro economie appare un fattore chiave per rispondere alla crisi economico -finanziaria e per disegnare nuove regole di governo e  cooperazione tra i paesi leader».
Il background è dato dal gran lavoro di relazioni internazionali condotto in questi anni, con
le missioni, gli accordi istituzionali, la cooperazione.
 
Sono appunto 15 le Regioni (o Stati) che si sono date appuntamento. Oltre alla Lombardia, partecipano altre 4 Regioni europee: Baviera, Ile de France, Regione di Madrid, San Pietroburgo; 5 dalle Americhe: California e Illinois (USA), Nuevo Leon (Messico), San Paolo (Brasile), Buenos Aires (Argentina); una dall’Africa: Gauteng (Sudafrica); 3 dall’Asia:Dubai (Emirati Arabi Uniti), Shangai (China), Singapore; una dall’Australia: New South Wales (la Regione di Sidney).
 
Due gli obiettivi fondamentali su cui il Forum è chiamato a lavorare. «Il primo – ha spiegato Formigoni – è politico: riaffermare in una nuova visione globale l’identità delle economie regionali leader e sottolineare il supporto ai Governi nazionali. Il secondo obiettivo è istituzionale: sviluppare un network efficiente tra le economie regionali guida per contribuire alla soluzione della crisi globale e creare opportunità anche per i paesi meno sviluppati».
 
Tre i grandi temi che le delegazioni presenti al World Regions Forum affronteranno in sessioni dedicate:
– capitale umano,
– sanità e welfare,
– ambiente ed energia.
Per ciascuno di questi macro-temi l’obiettivo è costituire altrettante reti, o network, in grado di favorire la circolazione di conoscenze, best practice, brevetti, ecc.
Per il capitale umano si tratterà di puntare su ricerca e innovazione, facilitando lo scambio di studenti e ricercatori tra le università, centri di ricerca e aziende.
Per quanto riguarda il welfare, la rete potrà riguardare i modelli per l’organizzazione e l’amministrazione, la ricerca medica e farmacologia, il training per personale medico e paramedico, le applicazioni ICT, la partnership pubblico-privato.
Quanto all’ambiente, il tema è uno sviluppo sostenibile focalizzato su mobilità, qualità dell’aria, modelli urbani, gestione dei rifiuti, gestione delle acque, risparmio energetico. Il progetto è di creare una Agenzia Internazionale ("virtuale") dell’Ambiente.
 
«La crisi globale – ha commentato il presidente della Lombardia – ha evidenziato la necessità che i
Governi rafforzino il proprio ruolo di soggetti capaci di definire regole chiare per il sistema economico-finanziario e per la competizione internazionale. Gli scenari del dopo-crisi ci restituiranno un mondo certamente diverso nei propri equilibri, sia sul piano economico, sia su quello politico-istituzionale. E assume particolare importanza il ruolo dei Governi sub-nazionali: già oggi la competizione avviene anzitutto tra grandi sistemi regionali».
Il criterio di invito delle Regioni si è basato sui seguenti fattori:
– sistema industriale (numero di brevetti sulla popolazione e sul Pil, brevetti High Tech, ICT, Biotech);
– numero aziende leader nella R&S, penetrazione banda larga;
– risorse finanziarie per l’innovazione (incidenza spesa per R&S su PIL e valore aggiunto, incidenza spesa per R&S del settore privato, numero e intensità investimenti di venture capital);
– sistema scientifico (numero pubblicazioni/anno, qualità ricerca scientifica e apertura internazionale dei sistemi di ricerca scientifica regionale, collaborazione università/imprese, top university ranking); 
– risorse umane per l’innovazione (occupazione laureata, offerta risorse umane nel settore scientifico-ingegneristico, addetti alla R&S, addetti nei settori high tech e nei servizi knowledge
intensive).
 
SITO WEB – www.worldregionsforum.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2009
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