“Anche sul Pgt valgono le regole del gioco democratico”

Il sindaco di Samarate Vittorio Solanti replica alle prese di posizione del presidente del consiglio provinciale Luca Macchi in merito al Pgt della città, da poco approvato in consiglio comunale

Il sindaco di Samarate Vittorio Solanti replica alle prese di posizione del presidente del consiglio provinciale Luca Macchi in merito al Pgt della città, da poco approvato in consiglio comunale
 
Ho letto con estremo interesse l’articolo di Luca Macchi, che pure rivestendo una carica
importante in Provincia si occupa molto spesso delle vicende locali.
Se ho ben capito , nella prima parte, vi è un forte richiamo al suo collega di partito, Stefano
Cecchin, per i suoi interventi, soprattutto a mezzo stampa, scomposti, denigratori al limite del dileggio e della diffamazione. A volte contro di me, altre, contro qualche assessore e , più in generale, contro questa amministrazione che ha il " torto" di avere vinto le elezioni nel 2005 e relegato all’opposizione questo signore e tutto il centro-destra: Lega, Forza Italia e Lista Civica.
Ma se ho capito ancora meglio, poichè il consigliere Cecchin sono ben 55 mesi che continua con questa musica , l’uscita di Macchi, fatta in questo momento, mi pare sottintenda altro: cioè si parla a nuora perchè suocera intenda. In altre parole si invita il collega di partito ad abbandonare certe frequentazioni politiche, prendere le distanze da certi personaggi che gravitano nel Pdl ed altro ancora.
E’ naturalmente comprensibile l’affanno dell’amico Macchi per ricomporre il quadro e portare un po’ di pace all’interno di Forza Italia in vista della imminente scadenza elettorale di marzo. Questi sono aspetti però che non mi riguardano e dai quali voglio rimanere estraneo. Ho troppo rispetto, pur non avendo tessere in tasca da vent’anni, per i partiti e per le persone che lavorano e credono in quello che fanno. Ciò che non ritengo corretto però è usare altri per conseguire vantaggi o scopi personali.
Detto questo, ringrazio tuttavia Macchi per la solidarietà seppur postuma (dopo quattro anni e mezzo) espressami, condividendo con lui che, anche da banchi opposti, il rispetto delle persone non deve mai venire meno.
Vale per noi, che veniamo da una certa scuola ma credo non ancora superata, la regola del gioco democratico, antica quanto la democrazia: massima libertà nella rampogna , nella censura, nella manipolazione dei giudizi politici, ma anche massimo doveroso rispetto delle persone e della verità.
Passando all’altro argomento, il nuovo strumento urbanistico adottato recentemente dalla
Amministrazione , rivendico, a nome di questa maggioranza, la qualità di questo Piano e
il coraggio di questa amministrazione che dopo oltre vent’anni ha compiuto un primo passo
importantissimo per dotare Samarate di un moderno strumento pianificatorio nell’interesse
della città e dei suoi abitanti. Un passo importante atteso da molti anni e da molti cittadini che altre amministrazioni non sono riuscite a fare.
E’ un Piano Urbanistico di ampio respiro, che non si limita all’immediato, che varrà
formalmente per cinque anni (come prevede la legge regionale) ma che la sua ossatura
portante e le sue linee di sviluppo , sono costruite ed orientate per durare oltre un decennio.
E’ un Piano che si ispira al criterio della sostenibilità intesa come garanzia di uguale
possibilità di crescita e di benessere dei cittadini e di salvaguardia dei diritti delle future
generazioni .
E’ un Piano che si muove nel solco del passato, almeno dal 1975 a oggi, nella tutela e la
valorizzazione delle aree verdi e boscate esistenti. Un patrimonio che verrà ulteriormente
arricchito attraverso la creazione di un corridoio verde, a Est del territorio ( Parco lineare ), di forte delimitazione tra parco e zona edificata . Una cintura da Nord a Sud che nelle sue varie declinazioni multifunzionali ( verde attrezzato, di salvaguardia ecologica, di tutela
paesaggistica e ambientale, di riqualificazione e protezione infrastrutturale) diventerà un
servizio primario e irrinunciabile di interesse pubblico; cosi come lo saranno i corridoi
ecologici di verde pubblico all’interno del tessuto urbano.
E’ un Piano,dove è vero che il consumo del suolo passa dal 36% al 37%, ma che prevede
meno abitanti, 19.800,rispetto all’attuale Piano Regolatore Generale che aveva una
previsione di ben 23.000 abitanti.
E’ un Piano dove le aree per le attrezzature pubbliche e di interesse pubblico ( aree a
standard ) sono incrementate di ben 500.000 mq.; corrispondente ad una dotazione media
per abitante superiore a 42 mq/abitanti. Una dotazione degli standard per abitante più del
doppio da quanto previsto dalla legislazione urbanistica (18 metri). Credo che nemmeno
Copenhagen abbia una dotazione simile! Ed è noto che ad una maggior quantità di
standard, corrisponde proporzionalmente una migliore qualità della vita per i cittadini .
E’ un Piano che rende giustizia sociale per i proprietari di aree. Non più cittadini di serie "A" e cittadini di serie "B", dove questi ultimi erano gli" agnelli sacrificali " chiamati a versare "sangue" ladddove le loro aree a standard servivano a consentire l’edificazione dei primi o a garantire i servizi pubblici, a prezzi irrisori, quando necessitava.
Attraverso il meccanismo della perequazione urbanistica, introdotto dalla legge regionale
12/2005, e con questo strumento applicato, non vi saranno più cittadini fortunati e sfortunati; ma vale il principio secondo cui i vantaggi derivanti dalla trasformazione urbanistica devono essere equamente distribuiti tra i proprietari dei suoli destinati ad usi urbani e il principio secondo cui questi vantaggi debbano essere condivisi con la comunità dotandola, senza espropri e spese, di un patrimonio pubblico di aree a servizio della collettività.
Ritengo che questo Piano abbia, in sintesi, le capacità di coniugare tra loro processi di
crescita e di sviluppo con azioni mirate alla tutela delle risorse naturali ed ambientali ,
valorizzando principalmente le opportunità che il tessuto all’interno della parte edificata è in grado di offrire nei diversi ambiti.
Nel mio intervento in Consiglio ho auspicato che vi siano ancora spazi per eventuali
suggerimenti , proposte , contributi tesi a migliorare il documento prima della sua
approvazione definitiva. Se Macchi e il suo Partito vogliono collaborare costruttivamente,
troveranno porte aperte, se invece gli obiettivi sono altri: quello di dilatare i tempi, far
naufragare il progetto, o quanto altro, sappia sin d’ora che non saremo in alcun modo
disponibili.
Con viva cordialità
 
Vittorio Solanti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2009
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